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Nel governo c’è la Confindustria

di Michele Arnese 

Altro che intergruppo montiano, chiamatelo intergruppo confindustriale. A Montecitorio c'è chi ribattezza così, per denigrarlo, il grappolo di deputati e senatori che hanno inviato al premier Mario Monti 6 approfondite proposte di politica economica all'insegna del trinomio rigore-crescita-equità enunciato dal neo presidente del Consiglio.

I promotori dell'iniziativa trasversale (Enrico La Loggia del Pdl, Linda Lanzillotta del Terzo Polo, Walter Vitali del Pd) hanno raccolto adesioni in tutti i gruppi: Enrico Morando, Tiziano Treu e Pierpaolo Baretta del Pd, Mario Baldassarri di Fli-Terzo Polo, Gian Luca Galletti dell'Udc e Renato Cambursano dell'Italia dei Valori. I documenti spediti a Palazzo Chigi sono il seguito ideale del discorso pronunciato dal premier in Parlamento, sottolinea il cosiddetto intergruppo montiano: riforma delle pensioni con l'allungamento dell'età pensionabile, riforma del fisco con patrimoniale sulla ricchezza finanziaria e immobiliare, tagli alle spese pubbliche in particolare sulla sanità, detassazioni fiscali per incentivare gli investimenti infrastrutturali. Più che puntare a raccogliere altre adesioni, gli ipermontiani stanno cercando di convincere i leader dei rispettivi partiti ad adottare il programma economico che supera, dicono, il mero rigorismo tremontiano. L'opera di esponenti del Terzo polo è più semplice: infatti sia Francesco Rutelli dell'Api, sia Gianfranco Fini del Fli, sia Pier Ferdinando Casini condividono il merito delle proposte. Tanto che Casini si è spinto, in un'intervista che uscirà domani sul settimanale Panorama ad augurarsi che dalle prossime elezioni «nasca una grande coalizione sul modello della Germania, e che le ali estreme vengano emarginate». Più arduo è il lavoro di Vitali del Pd e di La Loggia del Pdl. I parlamentari del Pd hanno spedito il programma economico bipartisan al segretario Pier Luigi Bersani e sono fiduciosi di ottenere una risposta positiva. L'unico scoglio è quello della riforma delle pensioni contemplata nelle proposte. Le innovazioni sono rilevanti: «Noi proponiamo», si legge, «che nel 2012 tutte le nuove pensioni vengano calcolate secondo il metodo contributivo, col meccanismo del pro rata temporis»; metodo che si vuole estendere anche agli assegni vitalizi dei parlamentari e dei componenti le assemblee regionali. Si consiglia anche di rendere flessibile l'età di pensionamento, spostando l'intervallo da 57-65 anni a 62-69 anni. «Quando l'accesso alla pensione avvenga a un'età anagrafica inferiore a 65 anni, il metodo di calcolo dovrà essere interamente contributivo», è scritto nell'agenda dei trasversali ipermontiani. Vitali è ottimista: la maggioranza del Pd è attestata su questa linea. Un aiuto indiretto può arrivare con l'isolamento del responsabile Economia del Pd, Stefano Fassina, sfiduciato ieri dai liberal del partito bersaniano tra lo stupore dello stesso segretario. Meno ottimista, ma comunque speranzoso, è La Loggia. Nel Pdl, si sa, a sentir parlare di patrimoniale si incontrano ostilità, anche se lo stesso Silvio Berlusconi non ha contestato l'eventuale reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. La Loggia ha inviato le proposte al segretario Angelino Alfano e conta di avere una risposta. La patrimoniale, auspicata nelle proposte degli ipermontiani, è leggera, dicono: «Pensiamo a una imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota (1 per mille, ndr) che non deve finanziare nuove spese ma ridurre il peso dell'imposizione su famiglie, lavoro, pensioni e imprese». Causi del Pd, ex assessore al Bilancio al comune di Roma, ha stimato il gettito in circa un punto percentuale di pil (prodotto interno lordo): «L'imposta patrimoniale generalizzata (sulla ricchezza finanziaria che immobiliare) ad aliquota bassa prevederà forme di esenzione per i patrimoni minori». Dall'impianto e dai dettagli dei documenti si rintracciano ampie convergenze con le ultime proposte sia della Confindustria di Emma Marcegaglia che di Assonime per la riforma delle previdenza e del fisco (i dettagli sulla patrimoniale sono pressoché identici con gli ultimi appelli delle confederazioni dell'industria e del terziario). D'altronde anche le proposte sugli incentivi fiscali per agevolare gli investimenti infrastrutturali accolgono i consigli contenuti in un rapporto scritto dalle fondazioni Astrid diretta da Franco Bassasini, Italiadecide di Luciano Violante e ResPublica presieduta da Eugenio Belloni; consigli ispirati anche da suggerimenti avanzati dalle grandi aziende pubbliche e private.

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