Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nel falso in bilancio verifica su misura per il «favor rei»

Per le società non quotate sussiste continuità normativa tra la precedente fattispecie di false comunicazioni sociali «dannose» e la nuova versione della condotta illecita. Di conseguenza occorre verificare per i procedimenti pendenti e per le violazioni commesse in passato, quale delle due norme sia più favorevole al reo. L’interpretazione fornita dalla sentenza 37570/2015 della Cassazione (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) si aggiunge all’altra decisione sul rapporto tra vecchi e nuovi reati di falso in bilancio (sentenza 33774/2015). Le due pronunce, intervenute dal 14 giugno (entrata in vigore della legge 69/2015), consentono di poter delineare un primo esaustivo quadro sui rapporti tre le varie fattispecie e sulle implicazioni per procedimenti pendenti e fatti del passato.
I nuovi reati di falso in bilancio contenuti nei modificati articoli 2621 e successivi del Codice civile abrogano, per espressa previsione, le precedenti condotte. Si pone il problema della successione delle differenti disposizioni nel tempo e quindi, se, e in che termini, possano trovare applicazione le norme abrogate e quelle in vigore dal 14 giugno. La questione principale riguarda le violazioni commesse in vigenza dei precedenti reati. A norma dell’articolo 2 del Codice penale nessuno può essere punito per un fatto che:
secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato;
secondo una legge posteriore, non costituisce reato, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.
Inoltre se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella con le disposizioni più favorevoli al reo, salvo sentenza irrevocabile.
Per il falso in bilancio, se dovessero ritenersi abrogate alcune vecchie condotte, in quanto non previste dalle nuove fattispecie, non ponendosi così un rapporto di continuità, in base all’articolo 2 del Codice penale, tutte le violazioni commesse sino al 14 giugno 2015 non sarebbero più perseguibili trattandosi di fatti non più previsti dalla legge come reato. Tra l’altro, la Cassazione a sezioni Unite (25887/2003), proprio con riferimento a precedenti modifiche delle false comunicazioni sociali, ha ritenuto sussistente una successione nel tempo di leggi penali con effetto parzialmente abrogativo, con la conseguenza che la perseguibilità penale, di fatti commessi prima delle modifiche, è subordinata alla verifica che le violazioni passate siano sanzionate penalmente anche dalle nuove norme.
Le prime due pronunce forniscono interessanti casi di:
abrogazione della precedente fattispecie e quindi non perseguibilità di coloro che in passato hanno commesso tale illecito;
continuità normativa rispetto alla condotta precedente e quindi punibilità anche in futuro delle violazioni commesse precedentemente ma attraverso l’individuazione della norma (confronto tra vecchia e nuova) più favorevole al reo.
Per le false comunicazioni relative a valutazioni, i giudici (sentenza 33774/2015) ritengono che non siano più perseguibili in quanto non più previste dal vigente delitto. Peraltro, tale pronuncia ha anche chiarito quando un valore non corretto esposto in bilancio non debba ritenersi frutto di valutazione ma integri un fatto materiale (ancora perseguibile). È il caso delle valutazioni relative a fatti/valori del tutto inesistenti o insussistenti (iscrizione nei crediti di somme derivanti da fatture da emettere sulla base di fittizi contratti stipulati con clienti o per fatture per operazioni inesistenti, eccetera). Nell’ipotesi di false comunicazioni sociali commesse in passato da parte di società non quotate, che avessero cagionato un danno (vecchio articolo 2622) i giudici di legittimità hanno ritenuto (sentenza 37570/2015) che siano ancora penalmente rilevanti, sussistendo continuità normativa rispetto alle nuove previsioni. Ne deriva la necessità di individuare la fattispecie più favorevole al reo, nella specie quella precedente in quanto punita in modo meno grave.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al bivio tra un’iniezione di "italianità", che potrebbe coincidere con l’acquisizione di Mps o...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Cronaca di un addio a lungo annunciato, ma non per questo meno traumatico (-4,96% il titolo in Borsa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Estrema cautela». È questo allo stato dell’arte l’approccio di Cdp e dei fondi, Blackstone e...

Oggi sulla stampa