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Nel decreto di aprile garanzia statale su prestiti a 15-20 anni

ROMA – Per supportare la liquidità delle imprese ora l’obiettivo è estendere la garanzia statale su prestiti a lungo termine. Su questo fronte si stanno incrociando tavoli di lavoro tra ministero dell’Economia e ministero dello Sviluppo. Al dicastero guidato da Stefano Patuanelli si studia un rafforzamento del Fondo di garanzia Pmi che, esteso alle small mid cap (aziende da 250 a 499 dipendenti), diventerebbe un Fondo di garanzia per l’industria sfruttando anche la nuova flessibilità Ue sugli aiuti di Stato. Si punta a elevarne la dote finanziaria a 6-7 miliardi, con una nuova iniezione di 4-5 miliardi aggiuntivi rispetto all’attuale disponibilità di 2,2 miliardi. Le operazioni coperte dal Fondo potrebbero essere rivisitate, con focus sui finanziamenti a 15-20 anni cui ha fatto riferimento nei giorni scorsi Patuanelli. Non solo, si valutano infatti idee che arrivano da esperti esterni e il Mise dovrebbe coordinare in questi giorni una videoconferenza sul Progetto Bridge lanciato dall’associazione Minima Moralia. Un progetto che prevede finanziamenti, a tasso zero e con garanzia gratuita al 100% del Fondo di garanzia, pari a un massimo di tre mesi di fatturato e rimborsabili fino a 100 rate a partire dal 1° gennaio 2022. Il cantiere aperto al Mise, comunque, dovrà per forza di cose intrecciarsi con i risultati del gruppo di lavoro sulla liquidità già annunciato dal ministero dell’Economia e con il rafforzamento ulteriore del ruolo della Cassa depositi e prestiti (e per ora finanziata nel Dl Cura Italia solo con 500 milioni). Al Mef il sottosegretario Alessio Villarosa ha messo sul tavolo il «Prestito condiviso», un’anticipazione di liquidità a lavoratori, autonomi e imprese colpite dall’emergenza. Si punta a 10mila euro a famiglia e 100mila euro ad azienda erogati dalle banche, garantiti al 100% dallo Stato, senza valutazione per anticipi, senza costi o quasi e una durata di 20 anni per le famiglie e di 30 per le imprese.

Per le partite Iva, il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, annuncia l’aumento del bonus per le partite Iva da 600 a 800 euro. I 200 euro in più arriveranno con il decreto aprile, accompagnati, sottolinea ancora Misiani, da una maggiore selettività dei beneficiari. Nel nuovo decreto potrebbe poi rispuntare l’alleggerimento sulle bollette di famiglie e imprese. Per le famiglie si studia poi un assegno straordinario per i figli sotto i 14 anni. Come ha annunciato la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, si punta all’erogazione di un bonus di 160 euro al mese per nuclei con Isee sotto i 7mila euro, di 120 euro al mese per ogni under 14 con un Isee tra i 7.000 e i 40.000 euro; per chi sta sopra questo limite l’assegno sarà di 80 euro a figlio. Nel decreto dovrebbe trovare posto anche la norma sui cantieri con la nomina di 12 commissari per le 25 opere definite prioritarie dal Governo. Il confronto all’interno della maggioranza è sui poteri da conferire ai commissari, ossia seguire il modello Genova o al contrario se limitarsi alla deroga all’articolo 4 dello Sblocca cantieri.

Nel frattempo, nel Dl Cura Italia arriva la protezione del “golden power” sugli acquisti Ict (dal cloud ai dati 5G) da parte della Pa. Il governo, con il maxiemendamento, specificherà che gli acquisti senza gara di beni e servizi informatici nonché di servizi di connettività da parte della Pa e delle Authority non potranno derogare alle norme vigenti in materia di sicurezza nazionale cibernetica e di golden power (poteri speciali da parte del governo). Intanto emendamenti di Lega e M5S propongono nel periodo di emergenza lo stop alle operazioni di portabilità dei numeri telefonici fissi e mobili, contrari però i consumatori.

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