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Nel cda Mps entrano i due soci americani

Dopo ben sei mesi, la richiesta dei due maggiori soci del Monte dei Paschi di accomodarsi nel cda della banca viene esaudita. È successo ieri come effetto delle recenti dimissioni spontanee di Marco Turchi e Paola Demartini; i consiglieri non hanno vincolo di mandato, e avrebbero potuto arrivare alla scadenza di aprile 2015. Tuttavia la rappresentanza della Fondazione – sei membri su 12, compreso presidente e ad – s’era fatta ridondante, dopo la discesa dal 33% al 2,5% del capitale in pochi mesi.
Il Consiglio s’è riunito qualche ora nel pomeriggio e ha cooptato due esponenti dei soci di primavera: Roberto Isolani per Btg Pactual (che detiene il 2%), e David Martinez Guzman per Fintech, proprietario del 4,5%. Martinez è il fondatore messicano del fondo formalmente statunitense, ma con forte impronta sudamericana. Negli ultimi quattro anni Fintech ha investito molto nell’Eurozona, sia in titoli governativi che in bond bancari e di imprese; ha anche ricapitalizzato con lucro le banche greche Piraeus e Alpha, e la spagnola Sabadell (nel cui Consiglio siede, in potenziale conflitto di interesse quindi). Isolani è responsabile dei mercati e clienti internazionali di Btg Pactual, istituto brasiliano guidato da André Esteves. L’apporto dei due soci, sei mesi fa, fu determinante per sbloccare l’impasse della Fondazione Mps, e rendere possibile l’aumento di capitale da 5 miliardi lanciato per ripagare il prestito pubblico Monti bond. Tuttavia da allora l’investimento di Btg Pactual e Fintech a Siena, pari a circa mezzo miliardo di euro, non è stato felice: la ricapitalizzazione è avvenuta a 1,54 euro, ieri Mps quotava a 1,01 euro (+0,2%). Ai giornalisti che chiedevano come fosse andata a Martinez, dopo il cda, il finanziere ha risposto con una sola parola: «Difficile». «Sono persone molto preparate, daranno il loro contributo. Sono contento di averli in cda», ha detto l’ad della banca Fabrizio Viola. Che nulla ha aggiunto sul faccia a faccia avuto mercoledì a Francoforte con i tecnici della Bce per avere i preliminari dei risultati di Aqr e stress test. Gli esiti ufficiali saranno resi noti probabilmente il 25 o 26 ottobre, e da questi dipende il destino del Monte, oltre che il futuro vertice da nominare nell’aprile 2015. Con i pesi attuali sarà il patto tra Fondazione Mps, Fintech e Btg Pactual a scegliere i “comandanti” della banca; e la permanenza dell’ad Viola e del presidente Alessandro Profumo non si può dare per scontata.
La banca senese, malgrado un patrimonio (Cet1) al 13,5%, è indicata dagli operatori tra chi potrebbe pagare un prezzo alto ai severi test. E se il patrimonio dopo le due prove scendesse sotto il 5,5% serviranno nuovi rafforzamenti, difficili da chiedere alla mano pubblica o a Fondazione Mps rimasta con il 2,5%: «Si apprende con soddisfazione la notizia dell’ingresso in cda di esponenti di altissimo livello dei fondi – riporta una nota dell’ente – L’esito positivo della moral suasion svolta (sui membri dimissionari, ndr) consentirà di procedere verso il consolidamento di una base azionaria stabile nel medio-lungo periodo».
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