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Nel 2020 debito cresciuto di 159,5 miliardi

L’anno nero della pandemia ha lasciato all’Italia l’eredità di un debito pubblico che a fine dicembre ha raggiunto la formidabile cifra di 2.569,3 miliardi, record cui si è giunti con un balzo di 159,4 miliardi (circa 13 miliardi al mese). In questo contesto, l’Eurogruppo ha annunciato ieri che i paesi della zona euro dovranno coordinarsi nell’adattare le finanze pubbliche all’uscita dalla crisi. Entro l’estate, i ministri delle Finanze vorranno raggiungere un compromesso sulla politica di bilancio da applicare l’anno prossimo.

«È importante che ci prepariamo a mettere a punto i prossimi bilanci nazionali in modo coordinato (…) in particolare mentre la campagna di vaccinazione prende piede e inizia la ripresa economica», ha detto ieri sera in una conferenza stampa a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe, alla fine della riunione mensile dei ministri delle Finanze della zona euro. «Il mio obiettivo è di giungere a un’intesa comune sull’appropriata posizione di bilancio entro l’estate».

Più in generale, due sono i temi in discussione. Il primo riguarda l’uscita dalla situazione di emergenza e quindi il pieno ritorno in vigore del Patto di Stabilità. Il secondo concerne l’eventuale riforma delle regole di bilancio, annunciata fin dalla fine del 2019. Su questo secondo fronte, è difficile fare previsioni sia sui tempi che sulla sostanza. I prossimi mesi non saranno favorevoli a un compromesso, tenuto conto delle elezioni tedesche nel settembre 2021 e francesi nel maggio 2022.

Dal canto suo, il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni ha annunciato sempre ieri che in maggio Bruxelles farà il punto sulla sospensione del Patto, decisa al momento dello scoppio della pandemia virale. Già in marzo l’esecutivo comunitario presenterà linee-guida sul modo in cui preparare i prossimi bilanci nazionali e le variabili che bisognerà analizzare quando si deciderà che il Patto di Stabilità tornerà in auge. È stato comunque deciso che la clausola d’emergenza rimarrà in vigore per tutto il 2021.

La stima sull’andamento del debito pubblico sull’intero 2020 è arrivata dalla Banca d’Italia e riflette sia la crescita del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (152,4 miliardi), alimentato dai numerosi interventi di sostegno all’economia, sia l’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (9,6 miliardi, a 42,5). Nel 2019 il debito si era fermato a 2.409,9 miliardi (134,7% del Pil).

Guardando ai singoli settori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 160,1 miliardi, a 2.484,9, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,8 miliardi, a 84,2, allorché quello degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile. Oltre alle necessità di finanziamento delle misure straordinarie prese dal governo, alla determinazione del saldo hanno contribuito le minori entrate. Nel corso del 2020, le entrate dello Stato sono state pari a 432,595 miliardi di euro, in diminuzione del 6,09% (-28,066 miliardi) rispetto all’anno precedente.

Si è trattata ieri della prima riunione dell’Eurogruppo per il nuovo ministro dell’Economia Daniele Franco. Quest’ultimo «ha partecipato molto molto attivamente fornendo molti contributi importanti alle discussioni che abbiamo avuto», ha spiegato il presidente Donohoe. «So che è molto consapevole delle sfide che l’Eurozona e l’Italia devono affrontare, e sono molto fiducioso che lui e il nuovo governo lavoreranno senza sosta per rispondere a quelle sfide». Il ministro farà ai colleghi ministri una presentazione del programma del governo Draghi in occasione del loro prossimo incontro.

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