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Nel 2014 ritorno alle Borse d’Europa

L’Europa vive una curiosa divaricazione tra economia e finanza. Si dice che di solito la finanza anticipa l’andamento economico. Negli ultimi mesi, al contrario, il mercato sembra stare alla finestra nonostante il quadro clinico in miglioramento anche per il grande malato dell’economia mondiale.
Non mancano analisi che indicano chiaramente i punti di forza del Vecchio continente e dunque le ragioni per tornare a investirvi. Questo, anzi, rappresenta l’umore prevalente, eppure nei comportamenti degli investitori prevale ancora la cautela. Come nei film d’avventura, tutto sta per succedere, per molte ragioni il mercato europeo è destinato a diventare il protagonista di domani, ma in ogni copione che si rispetti per aumentare la suspence il momento prima dell’azione è quello della perfetta immobilità.
Quale potrebbe essere il titolo di questo film? Secondo Amundi asset management, “La bella addormentata pronta al risveglio”. Si intitola infatti così un focus anticipato in esclusiva al Sole 24 Ore del Lunedì, che mette in fila i motivi per puntare sulle azioni europee. Uno per tutti: nel 2014 per le compagnie europee il trend di crescita delle vendite dovrebbe raddoppiare, con un incremento della redditività a doppia cifra (+12%), sorpassando così anche gli Stati Uniti (+9%). Considerando poi le società quotate che fanno parte dell’Eurostoxx 50, nel 2014 il guadagno netto per azione potrebbe crescere del 12% dopo il -1% del 2013.
Nonostante questi recuperi, anche a medio termine lo spazio a disposizione per crescere resta abbondante: «Secondo le nostre stime – precisa il focus di Amundi – in Europa il livello dei profitti dovrebbe risalire nel 2014 solo all’82% del livello raggiunto nel 2007. Se poi si considera soltanto l’Eurozona, il livello stimato per l’anno prossimo scende ulteriormente al 68 per cento. Dati che si confrontano con il 138% previsto per gli Stati Uniti e con il 130% dei Paesi emergenti. Non è dunque esagerato sostenere che in Europa i profitti hanno ulteriori potenziali spazi di crescita».
Uno sguardo ai benchmark conferma questa diagnosi: cinque anni dopo il collasso della Lehman Brothers l’indice Msci dell’Eurozona rimane più basso del 7% rispetto ai livelli pre-crisi, mentre l’Msci relativo agli Usa viaggia il 38% più in alto del livello pre-Lehman. Infine, secondo gli analisti di Amundi, c’è un altro potente fattore che potrebbe aiutare la ripresa dei mercati azionari europei: si tratta del ritorno delle operazioni straordinarie (merger and acquisition), che hanno toccato il livello più basso dal 2004.
L’opinione che in Europa il clima stia cambiando raccoglie ampi consensi. L’analisi tecnica (vedi pagina a fianco) riporta il quadro grafico aggiornato dei principali indici borsistici dell’Eurozona. Gli analisti di Banca Intermobiliare introducono però alcuni motivi per evitare entusiasmi eccessivi: «I dati macro, seppure senza particolari sorprese, si sono confermati costruttivi e restano coerenti con un’accelerazione (modesta) della crescita nei prossimi mesi. Ma settembre non ha mostrato l’attesa accelerazione dell’attività industriale, dopo la stabilizzazione avvenuta nei mesi estivi; i livelli dell’indice Pmi sono coerenti con un Pil in progresso dello 0,2-0,3% trimestre su trimestre».
L’andamento alla moviola, tuttavia, non ridimensiona i punti di forza del mercato europeo. Che vengono riassunti da Hedge Invest in quattro elementi: «Valutazioni interessanti; potenziale miglioramento degli utili aziendali; posizionamento sottopeso degli operatori nell’area, a causa di una visione ancora molto conservativa; prospettive di ripresa economica». Nonostante le recenti complicazioni, anche politiche, dello scenario, il ritorno di fiamma per i listini del Vecchio continente sembra dunque imminente. Per il risparmiatore resta un dubbio amletico: anticipare l’onda per sfruttarne tutti i benefici, ma assumendosi il rischio di qualche colpo di coda finale della recessione, oppure restare ancora alla finestra, memore delle tante scottature, in attesa di un consolidamento della congiuntura, anche a costo di perdere una parte della gamba di rialzo dei listini?

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