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Nel 2010 a quota 86mila le procedure alternative

Un'inaugurazione dell'"altro" anno giudiziario. È quella che si è tenuta ieri alla sede milanese della Camera di commercio per la presentazione del quinto rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia. Presentazione svoltasi davanti ai vertici degli uffici giudiziari con il presidente del Tribunale Livia Pomodoro e della Corte d'appello Giovanni Canzio. Una maniera per fare il punto, i dati sono relativi al 2010, su tutto quello che ha preceduto l'entrata in vigore della mediazione obbligatoria avvenuta lo scorso marzo. Un po' una fotografia "prima della rivoluzione".
Sono state oltre 86mila le procedure di giustizia alternativa avviate in Italia tra arbitrati amministrati (753), conciliazioni Corecom (i comitati regionali per le comunicazioni, 49.348), negoziazioni paritetiche (17.407), mediazioni amministrate (18.525) e riassegnazioni di nomi a dominio (50). Cresce il numero dei successi: quando le parti si presentano in mediazione, viene raggiunto l'accordo in più del 74% dei casi, tendenza che viene confermata per il 2011 dalle proiezioni fornite da Unioncamere nazionale. Aumenta anche il numero delle parti chiamate in mediazione che decidono di partecipare agli incontri e il professionista mantiene un ruolo centrale, assistendo la parte nell'84% dei casi.
Il Rapporto Isdaci monitora anche le altre forme di giustizia alternativa, a partire dall'arbitrato amministrato, per il quale si rileva un aumento del valore medio delle controversie, nonostante il ricorso allo strumento sia sostanzialmente in stasi rispetto al 2009. Boom di procedimenti per i Corecom, che con 49.348 domande (57,3%), registrano il maggior incremento con un +13,7 per cento. In notevole crescita, inoltre, l'attività decisoria di alcune Autorità pubbliche, dato che sottolinea le grandi potenzialità di questo fenomeno sostanzialmente ancora poco utilizzato.
La giustizia alternativa si conferma più veloce di quella ordinaria: 228 giorni in media la durata di una procedura di arbitrato, circa 56 giorni per la mediazione amministrata, contro i sette anni e tre mesi per la definizione dei procedimenti di giustizia civile, così come dichiarato dal ministro Paola Severino nella relazione sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2011. Il valore medio delle controversie è di circa 520mila euro per gli arbitrati, +166%, e di 16.331 euro per la mediazione amministrata. Le materie del contendere sono state soprattutto telecomunicazioni, commercio e contratti bancari e finanziari per la mediazione, diritto societario, appalti, commercio e immobiliare per gli arbitrati.
Nel corso della mattinata i riflettori si sono concentrati anche sulla mediazione obbligatoria per sottolineare, filo conduttore degli interventi di Tiziana Pompei vicesegretario di Unioncamere e di Stefano Azzali segretario generale della Camera arbitrale di Milano, la necessità di controlli più puntuali e incisivi sugli organismi di mediazione. Remo Danovi, ex presidente del Cnf, ha chiarito le ragioni dell'ostilità dell'avvocatura mentre Felice Ruscetta, commercialisti, e Maria Nives Iannaccone, notariato, hanno fatto il punto sull'azione dei professionisti.

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