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Negozi, cessione crediti ampia

Anche il vecchio credito d’imposta di marzo per negozi e botteghe diventa cedibile.

Grazie alle disposizioni contenute nell’articolo 122 del decreto rilancio (dl 34/2020) infatti, diviene cedibile a terzi, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, non solo il nuovo credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo (di cui all’articolo 28 del decreto rilancio) ma anche il “vecchio” credito per i canoni d’affitto di negozi e botteghe introdotto all’articolo 65 del decreto cura Italia (DL 18/2020, Cura Italia).

Come specificato al comma 1 dell’articolo 122 del decreto Rilancio infatti, a decorrere dalla data in entrata in vigore del decreto legge 34/20 (il 19 maggio 2020), i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta per le locazioni, sia quello previsto dal cura Italia sia quello del decreto rilancio, potranno optare per la cessione anche parziale di tali crediti ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Un volta acquisito il credito, il cessionario potrà utilizzare il credito d’imposta in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del dlgs n.241/97 con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente e la quota di credito eventualmente non fruita potrà essere riportata nelle annualità successive.

Unico vincolo resta il divieto di richiesta a rimborso del bonus.

Il credito per negozi e botteghe del cura Italia.

Il bonus disciplinato all’articolo 65 del decreto legge 18/2020 prevede la concessione di un credito d’imposta, ai soli soggetti esercenti attività d’impresa, pari al 60% del canone corrisposto per il mese di marzo relativo a contratti di locazione aventi ad oggetto immobili C/1.

La norma non prevedeva fruizione alternativa all’utilizzo in compensazione del credito, modalità per altro concessa, secondo l’interpretazione dell’agenzia delle entrate nella circolare 8/E del 3 aprile 2020, solo una volta corrisposto il canone di locazione di marzo.

Con la novazione introdotta dal decreto rilancio invece anche questo bonus diventa cedibile a terzi, fornendo all’affittuario beneficiario una valida alternativa rispetto «spesa» dello stesso tramite compensazione.

La norma c’è ma manca il provvedimento.

Attualmente non sono note le modalità e gli adempimenti necessari per espletare la pratica di cessione di tale credito.

Come si evince dal comma 5 dell’articolo 122 del dl 34/2020 è onere dell’Agenzia delle entrate stabilire le modalità attuative della disposizione che dovrebbero prevedere l’esercizio di un’opzione che andrà effettuata in via telematica.

Cedibili anche i canoni per affitto d’azienda.

Rientrano nella possibilità di essere ceduti, non solo i crediti derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo, di cui al comma 1 dell’articolo 28 del dl 34/2020, ma anche quelli relativi a contratti di affitto d’azienda.

La possibilità di cessione dei crediti di cui all’articolo 122 del decreto rilancio (dl 34/2020) infatti non prevede specifiche esclusioni abbracciando l’intera disposizione contenuta nell’articolo 28 del dl 34/2020.

L’articolo 28 al comma 2 prevede appunto la concessione di un credito pari al 30% dei canoni corrisposti per affitti d’azienda o contratti di servizi a prestazioni complesse con il vincolo della presenza di almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

In questo caso, tra «i terzi» a cui è cedibile il bonus del 30% del canone per l’affitto d’azienda dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, rientra a pieno titolo anche il locatore che concede in godimento l’azienda stessa.

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