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Negli Usa torna il boom dei mutui e dell’immobiliare

Le banche americane possono ringraziare un settore in particolare per l’impennata dei loro profitti nel terzo trimestre: il settore dei mutui immobiliari, proprio quello che le aveva messe in ginocchio quattro anni fa. I maggiori erogatori di mutui d’America, JP Morgan e Wells Fargo, hanno riportato aumenti degli utili del 22% e 34% rispettivamente grazie al boom immobiliare; ma la ripresa del real estate market ha risollevato gli utili anche per banche con una presenza limitata nel settore come Citigroup e Bank of America.
Il trend del terzo trimestre conferma quindi che il tartassato settore immobiliare si è finalmente assestato sulla strada della ripresa. Grazie a una politica monetaria aggressivamente espansiva, i tassi sui mutui sono scesi ai minimi storici in America, mentre i prezzi delle case si sono finalmente stabilizzati dopo quattro anni di declino. La domanda di abitazioni è al rialzo anche grazie ai trend demografici e alla moderata ripresa della crescita economica e dell’occupazione, e il mercato delle costruzioni si è finalmente risvegliato da un lungo letargo. In settembre il numero di nuovi cantieri edili è salito del 15% rispetto ad agosto, a un livello superiore del 34% rispetto a un anno fa.
Il recupero dell’attività edilizia è ancora largamente insufficiente per ritornare ai livelli degli anni 90 e 2000, ma l’aumento delle erogazioni di mutui ha l’effetto di rimpolpare doppiamente gli utili del settore finanziario, al momento dell’erogazione e al momento della vendita del mutuo sul mercato secondario in cambio di una commissione. Nel terzo trimestre il valore dei mutui erogati dalle banche Usa è salito a 450 miliardi di dollari da 405 nel trimestre precedente.
La ripresa del settore dei prestiti immobiliari non è tuttavia ancora sufficiente per compensare le perdite non ancora smaltite dalle banche più colpite dalla crisi subprime, come per esempio Bank of America e Citigroup, ma entrambe hanno riportato aumenti delle commissioni sui mutui. Aumenti non sufficienti almeno nel caso della Citigroup, il cui amministratore delgato Vikram Pandit è stato costretto a dimettersi martedì proprio per non avere avviato una strategia più aggressiva nel segmento del real estate.
La crisi immobiliare ha avuto come unico effetto positivo la quasi totale eliminazione dei mutui subprime, tant’è che i requisiti per ricevere un mutuo sono oggi molto stringenti. Ma molti analisti temono che le banche abbiano preso di mira un’altra categoria di consumatori a rischio a cui hanno iniziato a concedere con eccessiva facilità carte di credito e prestiti per l’acquisto di auto a rate. Negli ambienti finanziari si è iniziato infatti a temere che si stia formando una nuova bolla.

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