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Negli studi più assunzioni

Consistente incremento delle assunzioni, ma soprattutto balzo del 61% del saldo occupazionale perché le cessazioni sono diminuite. Il primo semestre 2015 registra numeri record sul fronte degli occupati presso gli studi professionali.
In base ai dati Inps, elaborati da Confprofessioni, nei primi sei mesi di quest’anno sono stati assunte 41.316 persone rispetto alle 36.967 dello stesso periodo del 2014 (+11,7%). Al contempo le cessazioni sono state 26.360 invece delle 27.677 dell’anno scorso. Di conseguenza il saldo occupazionale del primo semestre 2015 è positivo per 14.956 unità rispetto alle 9.290 del 2014, con un incremento di ben il 60,9 per cento.
«Se l’economia riparte – ha commentato Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni – gli studi professionali sono i primi a reagire perché hanno maggiore capacità di adattamento. Vanno sottolineati la riduzione dei licenziamenti e l’incremento delle assunzioni che costituiscono un segnale di inversione di tendenza rispetto al passato».
Il saldo occupazionale positivo è stato determinato per oltre la metà dalle professioni dell’area economico-amministrativa: commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale, con in particolare questi ultimi che hanno registrato + 5.915 posti di lavoro.
Il saldo delle attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari) è stato positivo per 3.423 unità in crescita rispetto alle 2.352 dell’anno scorso, mentre per gli studi di ingegneria e architettura e le altre professioni tecniche si è passati da un incremento di 957 posti di lavoro a 2.115.
In proporzione il balzo maggiore è stato registrato negli studi di avvocati e notai con più 727 posti di lavoro rispetto ai 48 del primo semestre 2014.
I risultati, secondo Confprofessioni, sono stati favoriti da alcuni interventi normativi e dal nuovo contratto nazionale di categoria che ha introdotto alcune misure per favorire la creazione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
Più che il Ccnl, divenuto operativo in aprile, ha inciso la decontribuzione per i nuovi assunti introdotta dalla legge di stabilità 2015 e il contratto a tutele crescenti. Lo sgravio contributivo (fino a 8.060 euro all’anno per un triennio) ha determinato però una diminuzione del saldo occupazionale per i nuovi apprendisti. Infatti mentre il saldo complessivo è stato del 60,9%, quello dei contratti di apprendistato si è ridotto di un terzo. «O si interviene su questo fronte – ha rilevato Stella – o è evidente che si preferisce sfruttare i vantaggi determinati da legge di stabilità e Jobs act anche perché l’apprendistato è ancora appesantito dalle regole, in particolare per quanto riguarda l a formazione».

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