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«Necessaria una verifica sul bail-in»

«Il bail in sappiamo che si basa su un presupposto condivisibile e cioè che i contribuenti non devono pagare per i fallimenti di qualche banca mal condotta. Il modo in cui è stato attuato, con applicazione retroattiva a investimenti anche operati da piccoli risparmiatori, è dannoso e quindi una revisione è opportuna». Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha commentato l’ipotesi di una revisione dei meccanismi del bail in. «Le normative dell’unione bancaria hanno la caratteristica di essere sperimentali, non sono tavole di Mosè scolpite nella pietra. Abbiamo avuto due anni di esperienza, anche traumatica, e quindi una verifica era indispensabile», ha chiosato anche il presidente dell’Abi, Antonio Pautelli.
L’industria bancaria italiana, l’Abi e Federcasse, hanno avanzato in sede comunitaria per modificare la direttiva Brrd, che ha introdotto il bail in. La direttiva è in fase di revisione e tra i correttivi principali chiesti dal sistema italiano c’è la possibilità di includere – in via transitoria – tra i bond che possono entrare nella procedura di risoluzione le obbligazioni senior emesse almeno fino a fine 2016. E riaprire alla possibilità di utilizzare i fondi obbligatori di garanzia dei depositi per gli interventi preliminari a sostegno della banche in difficoltà, ed evitare così che si arrivi a crisi conclamate come quella di Mps e delle banche venete.
Sempre ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha preso parte alla riunione del comitato esecutivo dell’Abi. «L’incontro è andato bene ed è servito per parlare delle nuove procedure fallimentari», ha commentato il ministro.
Durante l’incontro il ministro ha illustrato risultati positivi del processo civile telematico con interventi che puntano a ottenere ancora più trasparenza nelle aste giudiziarie e averne una visione globale. Processi che possono essere realizzati con le nuove tecnologie e sui quali il ministro intende dare un forte impulso su questo. Patuelli ha ricordato che «i tempi della giustizia civile si traducono in valore dei crediti deteriorati e quindi tempi più rapidi si tradurrebbero in un più rapido smaltimento degli Npl, fronte su cui come vedete non lasciamo nulla di intentato».

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