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I nati in Italia al minimo storico

Passano gli anni ma il quadro non migliora. Anche nel 2017 in Italia sono nati meno bambini, un record che fa segnare un meno 2% rispetto al 2016 e fa registrare che nelle culle siano arrivati soltanto 464 mila nuovi nati: minimo storico.

Nemmeno il record degli arrivi dall’estero — il 12% in più rispetto al 2016 — è riuscito quest’anno a far aumentare il numero degli abitanti. E infatti il saldo naturale della popolazione è negativo per quasi 200 mila unità (meno 183 mila per la precisione).

Ed ecco che la popolazione residente in Italia al primo gennaio 2018 scende a 60 milioni e 494 mila, segnando una diminuzione dell’1,6 per mille rispetto all’anno precedente, e una decrescita per il terzo anno consecutivo.

È il rapporto demografico 2017 dell’Istat che ce lo dice, aggiungendo che di conseguenza viviamo in un Paese sempre più anziano dove oltre un abitante su quattro ha più di 65 anni. «La verità è che siamo all’interno di una vera e propria trappola di fecondità », commenta Patrizia Farina, demografa dell’università di Milano Bicocca. Poi spiega: «Non è difficile capire. È da almeno trent’anni che le nascite continuano a calare, senza considerare che il vero ultimo baby boom è del 1964».

Il ragionamento è semplice: «Quei bambini sono arrivati all’età riproduttiva, e sono arrivati in pochi. La propensione a procreare non è cambiata, ma sono pochi quelli che procreano».

È una trappola dalla quale non è facile uscire. «Per metterci in pari dovremmo fare sette-otto figli per donna», dice ancora Patrizia Farina, e spiega che una soluzione concreta dovrebbe essere quella di politiche mirate ad aiutare quella quota della popolazione che può fare più figli. «In Italia si sta verificando il fenomeno contrario a quello che sta succedendo nel resto del mondo, ed è per questo che nel 2050 la popolazione del pianeta sfiorerà i dieci miliardi».

La demografa sottolinea come la trappola della fecondità abbia inevitabili effetti anche sull’indice di mortalità. Teniamo conto che nel 2017 i decessi sono stati 647 mila, ovvero 31 mila in più rispetto al 2016 (più 5,1%). In numeri percentuali possiamo dire che nel 2017 sono deceduti 10,7 individui ogni mille abitanti, contro i 10,1 deceduti nel 2016.

«È inevitabile che il saldo naturale della popolazione alla fine risulti negativo: siamo un Paese pieno di persone molto anziane e quindi muoiono in tanti». E nello stesso tempo nascono sempre meno bambini.

Alessandra Arachi

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