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Natale da record per l’e-commerce

Altro che crisi dei consumi. Per l’e-commerce è stato un Natale da record. «Le vendite sono state le migliori di sempre, superiori alle aspettative», conferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio di aziende che vendono online. «Avevamo stimato acquisti tramite commercio elettronico per 2,5 miliardi di euro. Abbiamo invece raggiunto i 3 miliardi, con un aumento su base annua del 28 per cento». Lo scorso anno il periodo natalizio aveva regalato un +21% dopo il +14% del 2012. E così, le persone che si sono affidate al canale online per fare i propri regali durante le festività è salito oltre quota 10 milioni.
Segnali già a novembre
Viaggi e trasporti, ma anche abbigliamento, informatica e tlc l’hanno fatta da padrone durante un periodo di vendita che tradizionalmente comprende i mesi di novembre e dicembre. Del resto, le avvisaglie che questo Natale avrebbe portato sorprese per l’e-commerce c’erano già state con il “Black Friday” e il “Cyber Monday”. L’ultimo venerdì di novembre, dopo il giorno del Ringraziamento, e il primo lunedì di dicembre rappresentano negli Usa un termometro delle vendite di fine anno. La coda lunga di questo doppio appuntamento si è fatta sentire, eccome, anche per l’ecommerce italiano. Per esempio, Yoox, società specializzata nel commercio online di brand di lusso, ha reso noto che «le vacanze del Thanksgiving hanno regalato i 5 giorni migliori della storia di Yoox per vendite», con 1 ordine ricevuto ogni 2,5 secondi e 1 capo acquistato ogni secondo. «Per quanto ci riguarda, nel Black Friday abbiamo più che raddoppiato su base annua e il lunedì seguente le nostre vendite sono cresciute del 70% rispetto al Cyber Monday del 2013», dice dal canto suo Edoardo Giorgetti, managing director e-commerce di Banzai, gruppo con siti ecommerce e media che comprendono, tra l’altro, ePrice, ePlaza, SaldiPrivati. L’aria frizzante di inizio dicembre non è poi cambiata. «Siamo arrivati – spiega Liscia – a 2 milioni di persone che hanno comprato principalmente o esclusivamente su Internet i propri regali di Natale, con un aumento del 35% rispetto all’anno scorso».
Settori in crescita
I benefici si sono così sentiti un po’ per tutti i comparti, dall’hi-tech, ai viaggi, ai libri. E c’è anche chi – come Subito.it, piattaforma per la vendita dell’usato – punta a fare affari con la rivendita dei regali “non graditi”. Proposito non del tutto balzano visto che, fanno sapere dall’azienda, nel mese di gennaio il traffico su Subito.it ha visto un incremento del 22 per cento. «Secondo le ultime rilevazioni Gfk l’online ha superato la grande distribuzione come canale di vendita per i libri, ponendosi in terza posizione dopo le librerie di catena e quelle indipendenti», precisa Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs, realtà del gruppo Messaggerie, che vende online con ibs.it e libraccio.it. «Per quanto ci riguarda – aggiunge – le vendite sono migliorate. Abbiamo comunque notato una particolarità, e cioè che il 25% di accessi nel periodo natalizio lo abbiamo avuto da smartphone». Su quest’ultimo fronte, di «picchi di traffico del 50-55% da mobile prima di Natale», parla anche Andreas Schmeidler, country manager per l’Italia di Vente-privee.com, realtà mondiale specializzata nelle “flash sales” soprattutto di brand e prodotti di qualità. «A metà ottobre abbiamo notato un’escalation di vendite – aggiunge – dovuto senz’altro all’avvicinarsi del Natale. Ma gli acquisti sono poi proseguiti anche a novembre e dicembre, a conferma della maturità della clientela italiana nei confronti delle “vendite evento”».
Consumatori più maturi
Eccola la parola chiave: maturità. Che secondo gli operatori sta spingendo verso un nuovo corso dell’e-commerce. «A crescere quest’anno – afferma Angelo Ghigliano, country director di Odigeo, di cui fa parte eDreams – sono stati in particolare i pacchetti dinamici di volo più hotel. Gli utenti hanno acquisito maggiore fiducia e quindi si sentono in grado di premiare combinazioni più complesse, che sono però anche le più appetibili in termini di costo». Per quanto riguarda l’hi-tech, anche Giorgetti (managing director ecommerce di Banzai che ha in ePrice uno dei principali player online italiani specializzato nella vendita di elettrodomestici e prodotti high tech) parla di consumatori che appaiono sempre più pronti all’e-commerce: «Le nostre vendite sono andate meglio del mercato. Abbiamo notato una forte crescita di prodotti “smart”, ma anche dei grandi elettrodomestici. Parliamo quindi di prodotti ben più complessi rispetto a notebook o libri. Questo è senz’altro indicativo del fatto che il consumatore ha molta più fiducia nell’e-commerce».
L’evoluzione del mercato
Qui però si arriva a un altro punto chiave. Qual è la reale rispondenza fra domanda di acquisti online e offerta di aziende che vendono online? «Ci sono circa 30mila aziende che vendono online in Italia. Può sembrare tanto – precisa Roberto Liscia di Netcomm – ma parliamo di un 4% circa, contro la media europea del 15%. Ci sono margini di miglioramento, anche perché è evidente la concentrazione nel business, visto che i 20 principali operatori fanno il 60% del venduto in Italia». Lato consumatori, «siamo vicini ai 16 milioni di persone che comprano online. In Italia ci sono 22 milioni di famiglie. Forse occorre considerare che la domanda c’è».

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