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A Natale bruciati oltre 30 mld di imponibile

Un anno di Covid-19 è costato a imprese e professionisti 316 miliardi di perdita di fatturato (-11.1%). Pesante anche il lockdown di Natale con oltre 30 miliardi di imponibile bruciato (-11.7%) rispetto a dicembre 2019. L’effetto negativo delle restrizioni imposte dal Governo a dicembre 2020 per cercare di arginare la seconda ondata del Coronavirus non ha fatto distinzioni ripercuotendosi, in termini di contrazione dell’imponibile, sia sulle attività chiuse (-13.4 miliardi di euro) sia su quelle rimaste aperte (-17.1 miliardi di euro). Questo è quanto messo in luce nel report, pubblicato dal dipartimento delle finanze del ministero dell’economia, lo scorso 7 aprile, sull’analisi dell’imponibile Iva 2020 rilevato attraverso i flussi mensili dei dati della fatturazione elettronica. Nel periodo gennaio-dicembre 2020 l’imponibile riscontrato attraverso i dati forniti dalla e-fattura (non vengono quindi considerate le operazioni dei soggetti esentati da tale adempimento come i forfettari), risulta diminuito dell’11.7% rispetto al 2019 (30,5 miliardi di euro). Come chiaramente indicato nel documento la contrazione del fatturato è principalmente attribuibile non tanto al lockdown «a colori» dell’ultimo trimestre 2020 quanto a quello «duro» disposto dal 10 marzo al 28 maggio 2020. Ad aprile 2020 infatti l’imponibile ha toccato il picco negativo del 37.1% rispetto la stessa mensilità del 2019 (vedi ItaliaOggi del 2 marzo 2021) per poi invece procedere a una lenta ripresa a partire dal mese di maggio 2020. Secondo quanto indicato dal Mef però, quella che sembrava essere seppur lenta ma progressiva ripresa delle attività con correlato imponibile in leggero aumento, si è bruscamente fermata lo scorso ottobre. L’imponibile Iva di settembre infatti aveva chiuso con un -3.5% rispetto al 2019 mentre da ottobre la contrazione del fatturato non è mai andata sotto il 7.3% arrivando poi all’11,7% di dicembre 2020. Tornando proprio all’analisi dell’ultima mensilità del 2020, risultano maggiormente colpite dalle restrizioni imposte dal legislatore le persone non fisiche che toccano il 12.1% di fatturato in meno (pari a 29.7 miliardi di euro) rispetto al 2019. Le attività chiuse hanno avuto una flessione del 12.9%, pari a 13 miliardi di euro ma, parimenti colpite dal lockdown, risultano le attività aperte che rispetto a dicembre 2019 perdono l’11.6% di fatturato per complessivi 16.7 miliardi di euro.

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