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Naspi, Asdi o ricollocazione, ammortizzatori al restyling

Licenziato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso il decreto legislativo attuativo per il riordino dell’intera normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione degli stessi, in attuazione delle deleghe conferite al governo dalla legge 183/2014. Nel computo della delega di riordino, le nuove misure entreranno in vigore a decorrere dall’anno in corso con la relativa soppressione delle attuali misure e con l’aggiunta di un contratto di ricollocazione spendibile nel trovare una nuova occupazione. La Naspi, questo l’acronimo per identificare la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, sarà applicabile a tutti i lavoratori che abbiano perduto involontariamente il lavoro a decorrere dal 1° maggio 2015 e sostituirà, dalla stessa data, le prestazione di Aspi e miniAspi introdotte dalla Legge Fornero. Applicabile a tutti i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con esclusione di quelli delle p.a. e degli operai agricoli per i quali si applicherà apposita disciplina, che possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione nel quadriennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione e che, contestualmente, possano far valere 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono il periodo appena citato. La misura della prestazione sarà rapportata alla retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni e ancorata a un sistema di calcolo che porta l’indennità concedibile da un minimo di 896 euro a un massimo di 1.300 euro, con un decremento del 3% mensile a decorrere dal quarto mese di fruizione. Il tutto per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, al netto dei periodi contributivi utilizzati per la percezione dell’indennità di disoccupazione. A decorrere dal 1° gennaio 2017 la Naspi non potrà essere corrisposta per un periodo che ecceda le 78 settimane. Nulla cambia sulle modalità di richiesta, visto che in ogni caso la richiesta sarà telematica con le relative tempistiche, 68 giorni oltre il quale si va in decadenza, e decorrenza: dall’ottavo giorno della cessazione del rapporto di lavoro se la richiesta viene presentata in tale intervallo ovvero dal primo giorno successivo alla data di presentazione negli altri casi. Condizioni per beneficiare della Naspi saranno la partecipazione del beneficiario a iniziative di attivazione lavorativa ovvero a percorsi di riqualificazione, ma anche attività di politiche attive per ricollocarsi sul mercato del lavoro le cui azioni verranno definite da un decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto. L’assegno Naspi potrà essere liquidato in un’unica soluzione, nel caso di avvio di attività autonoma ma anche ridotto, nel caso di attività dipendente entro i limiti per essere considerati comunque soggetti disoccupati, sospeso, nei casi di breve attività lavorativa, e annullato nei casi specifici previsti quali perdita dello stato di disoccupazione e mancati adempimenti comunicativi all’Inps, tanto per citarne alcuni. Per coloro i quali la fruizione della Naspi si esaurirà entro il 31 dicembre del 2015 ma siano ancora disoccupati, e in stato di bisogno, verrà erogato un ulteriore sostegno per una durata massima di sei mesi, denominato Asdi, cumulabile con i redditi di nuova occupazione. Sul fronte collaboratori, che abbiano perso l’occupazione nell’anno 2015, in via sperimentale verrà riconosciuta una indennità mensile di disoccupazione denominata Dis-Coll a coloro che possano far valere un mese di contribuzione nel 2015 e tre nell’anno precedente. La durata è pari alla metà dei mesi che si possono far valere di contribuzione e rapportata al reddito medio mensile dell’intero periodo di contribuzione fino a un importo limite di 1.300 euro, anch’esso ridotto del 3% a decorrere dal quarto mese di fruizione. Nell’intero sistema di riordino, infine, rientra anche il Contratto di ricollocazione, ovvero una dote individuale spendibile presso i soggetti accreditati al fine di trovare, in tempi rapidi, un’occupazione stabile. L’intera procedura sarà curata dal soggetto accreditato e l’assegno di ricollocazione sarà incassato solamente a occupazione avvenuta. Un insieme di misure, quindi, che riorganizzano in un tutt’uno le politiche attive e passive del lavoro che si inseriscono nel più ampio disegno di riforma del mercato del lavoro rappresentato dal Jobs Act.

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