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Nasce un nuovo colosso immobiliare

Nasce il secondo colosso immobiliare italiano. Fusione a tre tra le principali Sgr italiane: Beni Stabili di Leonardo Del Vecchio, Polaris della Fondazione Cariplo e Investire Immobiliare di Banca Finnat della famiglia Nattino. La newco sarà seconda solo al colosso Fimit Sgr, con un patrimonio di immobili in gestione del vcalore di 7 miliardi di euro. Il maxi-riassetto, anticipato mesi fa dal Sole 24 Ore, è stato ufficializzato ieri dalle assemblee straordinarie delle tre società di gestione che hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione in Investire Immobiliare, dei due partner Beni Stabili Gestioni e Polaris Real Estate. L’operazione era già stata approvata dai rispettivi cda lo scorso giugno. Nasce dunque il maxi-polo immobiliare tra Leonardo Del Vecchio, Gilberto Benetton, Gianpietro Nattino e Giuseppe Guzzetti, presidente di Cariplo. Il futuro si chiama infatti housing sociale, cioè l’offerta di alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti destinati ai cittadini con reddito medio basso. Le gestioni della nuova realtà arriveranno così a 9 miliardi di euro alla fine del piano. Si potrebbe trattare di un evento fondamentale per il mercato italiano delle Sgr immobiliari che fino ad oggi ha resistito alle spinte di consolidamento. Le trattative per il merger erano durate circa tre mesi e avrebbero visto il contributo di Mediobanca come advisor e promotore del progetto di integrazione.
L’accordo raggiunto punta anche sulle sinergie tra i tre gruppi immobiliari. Tra le tre Sgr esiste infatti un forte legame sia in termini azionari sia in termini di operatività. Beni Stabli Gestioni è controllata per il 75% dalla società quotata capogruppo Beni Stabili, per il 10% da Iccrea Holding e per il restante 15% da Banca Finnat. Proprio quest’ultima è l’azionista di riferimento di Investire Immobiliare. Tra i soci della Sgr dei Nattino c’è poi anche Gilberto Benetton che è entrato con il 20% tramite la sua holding Regia.C’è infine Polaris, che oltre alla Fondazione Cariplo (48%), vede tra gli azionisti la Cassa geometri (23%), la Congregazione salesiana (20%) e la Fondazione Forlì (9%).
In seguito alla fusione, Investire Sgr resterà controllata con il 50,16% da Banca Finnat e il residuo capitale sarà così ripartito: Beni Stabili al 17,9%; la Fondazione Cariplo, Cassa Geometri e Fondazione CariForlì al 17,92%; Regia avrà l’11,64% e Iccrea Holding il 2,38%. La governance prevede un cda allargato a 13 consiglieri: 7 di nomina Finnat, di cui 2 indipendenti, più il diritto a nominare l’ad: 2 consiglieri in quota Beni Stabili (tra cui il presidente, che potrebbe essere l’attuale ad Aldo Mazzocco), 2 a Cariplo, 1 a Cassa geometri e 1 alla famiglia Benetton.

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