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Nasce il mercato unico delle telefonate Kroes: tariffe europee su fisso e mobile

ROMA — Dall’Europa si avvicina un sostegno agli operatori telefonici — soprattutto i maggiori — che adesso sono in affanno nei propri mercati nazionali per il declino dei ricavi e dei profitti. Così appare una proposta di regolamento Ue che la Commissione europea presenterà l’11 settembre. È a firma del commissario Neelie Kroes e Repubblica ha potuto leggerne ultima bozza. «L’Europa è rimasta indietro sull’economia digitale», ha dichiarato Kroes. La proposta mira risolvere il problema, creando un mercato unico delle comunicazioni elettroniche in Europa, con regole comuni tra i diversi Paesi, dando così certezze a chi investe e ai consumatori. Ma lo scopo è anche favorire la nascita di grandi operatori transnazionali, in grado di competere grazie a economie di scala migliori delle attuali, sempre meno sostenibili. «È in fondo questo il problema delle telco europee: ce ne sono troppe, a spartirsi un mercato troppo piccolo. La via d’uscita è in un consolidamento interno e la proposta Kroes potrebbe servire allo scopo. L’alternativa è che i nostri operatori finiscano preda di colossi extra Ue», commenta Andrea Rangone, docente del Politecnico di Milano esperto di questi temi.
Stabilire regole comuni e uniformi è però una rivoluzione sistemica, per la normativa di settore. Aumentare il potere della Commissione comporta, tra l’altro, limitare lo spazio d’intervento delle Authority Tlc nazionali (Agcom, in Italia). Il sesto (e ultimo) capitolo della proposta Kroes è molto chiaro, a riguardo. Si legge che la Commissione potrà chiedere alle Authority di ritirare alcuni “rimedi regolatori” (nuovi obblighi imposti agli operatori), qualora questi fossero divergenti rispetto alle regole in vigore in altri Paesi. Insomma, l’obiettivo di fare regole comuni in Europa si impone sul libero arbitrio delle Authority nazionali. Questa novità può essere importante soprattutto nei Paesi dove il mercato è molto diverso dal resto d’Europa e che quindi in passato hanno spesso avuto regole nazionali divergenti: come l’Italia, appunto.
Sul nostro mercato pesa in particolare l’intenzione, contenuta nella proposta, di armonizzare le regole del mercato all’ingrosso (cioè quelle che permettono agli operatori alternativi di usare la rete dell’ex monopolista; Telecom Italia, da noi). Nello specifico, la proposta integra anche una Raccomandazione per garantire agli ex monopolisti prezzi stabili per l’accesso dei concorrenti alla rete in rame. Tema bollente, in Italia. Agcom ha tagliato a luglio i prezzi e la Commissione le ha chiesto di rivedere questa scelta entro i prossimi due mesi. Se passerà la nuova normativa, gli spazi di manovra Agcom saranno ancora più limitati. «Kroes ha deciso di favorire la stabilità dei ricavi degli ex monopolisti. La speranza è che ne
derivi una crescita degli investimenti sulla rete e non solo un aumento dei dividendi agli azionisti… », polemizza Stefano Quintarelli, esperto di telecomunicazioni e parlamentare di Scelta Civica.
Creare un mercato unico europeo significa anche abolire i costi extra di roaming. Nella proposta si legge quindi che, da luglio 2016, usare il cellulare in un altro Paese Ue dovrà costare quanto in patria. Una norma molto gradita agli utenti, ma osteggiata dagli operatori: la Commissione voleva tagliare di più i costi extra e azzerarli già dal 2015.

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