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Nasce il mediatore in Consob Piazza Affari ha il suo arbitro

La Consob è pronta a varare la nuova camera di conciliazione. L’organismo istituito nel 2007 con la legge sul risparmio, per trovare una via stragiudiziale alle controversie tra società quotate e risparmiatori, finora era esterno alla commissione di vigilanza, che dava solo assistenza logistica. Ora il Consiglio di Stato, a cui si è rivolto l’allora presidente della camera di conciliazione, Fulvio Balsamo, per un parere interpretativo della legge sul risparmio, ha stabilito che l’organismo deve essere a tutti gli effetti una struttura interna alla Consob, che si è quindi adeguata rivedendone il funzionamento e l’articolazione.
La nuova camera di conciliazione partirà sabato prossimo, 15 settembre, ed è stata affidata a Maria Mazzarella, capo della divisione strategie regolamentari della Consob e nuovo presidente dell’ombudsman di Piazza Affari. I poteri non cambiano rispetto alla precedente versione. Il fatto che ora sia diventato un organismo interno alla Consob, sebbene autonomo, dà tuttavia più autorevolezza alla camera nonché un profilo di garanzia maggiore, soprattutto per quelle controversie che richiedono specifiche conoscenze tecniche. «Sono stati anche rivisti i criteri a cui devono rispondere i conciliatori — spiega il nuovo presidente —: saranno avvocati, magistrati o anche professionisti ma con almeno cinque anni di esperienza. E dovranno seguire un corso di aggiornamento annuale».
Nella precedente versione la camera ha funzionato bene, ma non essendoci l’obbligo per gli intermediari di aderire alle procedure di conciliazione, solo la metà di quelle avviate dai risparmiatori ha potuto svolgersi. «Perché sia realmente efficace — ammette Mazzarella — occorre che gli intermediari accettino di sedersi al tavolo di conciliazione. Noi ci attiveremo per cercare di ottenere questo risultato». Una mano la darà anche Bruxelles con il varo del regolamento Prips, attualmente in discussione, che ha l’obiettivo di accrescere la trasparenza nel mercato degli investimenti per i risparmiatori. Prevede che gli Stati membri dell’Ue si dotino di procedure che obbligano gli intermediari a partecipare ai tavoli di conciliazione. È una sorta di seguito a quanto era stato introdotto con la direttiva Mifid, che aveva invitato le autorità di vigilanza a dotarsi di una camera di conciliazione.
«I vantaggi di potersi rivolgere al nuovo organismo sono importanti per i risparmiatori. Innanzitutto non serve il patrocinio legale e istituire una procedura di conciliazione non costa più di 200-300 euro. Poi in 60 giorni la procedura va chiusa, dunque i risparmiatori possono avere ristoro in tempi più brevi di quelli della giustizia ordinaria, ferma restando la possibilità in caso di mancato accordo di rivolgersi al tribunale». Il beneficio è anche per il sistema giudiziario. La conciliazione, che è stata resa obbligatoria prima di rivolgersi al giudice ordinario, può alleggerire di molto il lavoro dei tribunali. E garantisce inoltre una maggiore terzietà, ossia indipendenza, rispetto per esempio ai tavoli di conciliazione aperti dalle banche con le associazioni dei consumatori, come avvenne per le obbligazioni argentine o i bond Parmalat. Anche l’assenza di conflitti è garantita: nella camera, composta esclusivamente da dirigenti Consob, non potrà sedere nessun funzionario di divisioni che hanno compiti di vigilanza sugli intermediari.

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