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Nasce Air Italy e sfida Alitalia

Meridiana cambia pelle, si trasforma in Air Italy e lancia la sfida ad Alitalia per diventare la compagnia aerea di riferimento del Belpaese. L’aerolinea dell’Aga Khan, forte del supporto del nuovo socio ( con il 49%) Qatar Airways ha lanciato il suo ambizioso piano di sviluppo al 2022. Il nome e la livrea non sono le uniche cose a cambiare. I passeggeri dovrebbero crescere da 2,5 milioni a 10 milioni in cinque anni. In flotta entreranno gradualmente 50 nuovi aerei: 20 Boeing 737 Max di nuova generazione e 30 Boeing 787- 8 dreamliner. Il network sarà completamente ridisegnato utilizzando Malpensa come hub per intercettare il traffico business del Nord Italia “tradito” dall’ex compagnia di bandiera e potenziando i servizi a lungo raggio. Air Italy ha appena annunciato i collegamenti da Milano a New York e Miami, in autunno partirà Bangkok e entro l’anno saranno annunciate tre nuove destinazioni. Fiumicino sarà invece utilizzato ( dalla primavera 2019) per collegamenti intercontinentali punto a punto.
« Saremo il vettore nazionale per il paese — ha detto Akbar Al Baker, potentissimo ad della compagnia del Golfo — anche perché lanceremo un’aerolinea completamente nuova che non ha alcun bisogno di essere ristrutturata, e sapete di chi parlo ». I progetti di Air Italy sono destinati in effetti a diventare una spina nel fianco di Alitalia per cui si apre un pericolosissimo focolaio di competizione domestico. Qatar Airways — malgrado il boicottaggio di Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati — ha i mezzi, i soldi e gli aerei per fare sul serio. Non solo: «Air Italy un passo alla volta si attrezzerà per entrare nel consorzio Oneworld», ha detto Al Baker. Come dire che potrà forse utilizzare in futuro i servizi di Vueling, British Airways e Iberia per riempire i voli a lungo raggio che decolleranno dal nostro paese. « In Italia ci sarà competizione e sarà una competizione dura » , ha promesso il numero uno del vettore mediorientale.
L’ex- Alisarda — complici i buoni uffici dell’Aga Khan e i soldi spesi dagli emiri di Doha in Costa Smeralda — non tradirà Olbia, che rimarrà la sede del gruppo e manterrà le rotte. E un ramoscello d’ulivo è stato teso anche ai dipendenti ( i 1.400 attuali più le 1.500 assunzioni previste) cui sarà garantito il 20% degli utili della società. « Diventeremo un leader globale » , ha detto Marco Rigotti, presidente Alisarda e regista dell’operazione. Altre aerolinee si sarebbero già fatte avanti in vista di possibili alleanze.
La scommessa dell’ex-Meridiana decolla ( e trova terreno fertile) in un momento di impasse per Alitalia. Il processo di vendita è stato “ congelato” dalle elezioni. Il tira e molla di Air France e i dubbi di Lufthansa rischiano di allungare ancora i tempi di vendita, ritardando le contromisure al contropiede di Qatar & C. La società ha migliorato le sue performance operative grazie al lavoro dei commissari ma nel frattempo continua con ogni probabilità a bruciare i soldi (900 milioni) prestati dai contribuenti. E l’arrivo di un nuovo concorrente con le spalle larghe potrebbe incidere anche sulla redditività del gruppo nei prossimi mesi.
Chi fa festa è invece Malpensa che a undici anni dal drammatico de-hubbing di Alitalia — quando perse dalla sera alla mattina 6 milioni di passeggeri — torna a essere al centro del network di una compagnia. « Prevediamo di garantire nel 2020 quasi 8 milioni di transiti nello scalo milanese » , calcola Francesco Violante, presidente di Meridiana. L’aeroporto intercontinentale di Milano ha già recuperato buona parte del terreno perduto per l’addio della società tricolore: nel 2017 dai suoi gate sono passati 22,1 milioni di passeggeri, cinque in più del 2010 e il 15% in più dell’anno precedente. Nel 2018 dovrebbe aggiornare il record di transiti. E il traffico portato in dote da Air Italy garantirà un altro importante passo in avanti ai volumi e ai conti del gruppo. Per la gioia del Comune di Milano, primo azionista che nel 2017 ha incassato dalla Sea un dividendo di 37 milioni circa.

Ettore Livini

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