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Napolitano: “Subito l’intesa europea sulle misure chieste dall’Italia”

ROMA — Appello di Giorgio Napolitano: servono misure urgenti per sbloccare i pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. Il Capo dello Stato interviene su questo delicatissimo e annoso problema, dopo un incontro con il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi. La sua sollecitazione arriva nel giorno in cui il Tesoro colloca 5,3 miliardi di Btp con tassi in salita, la Borsa chiude in ribasso e lo spread italiano si avvicina pericolosamente a quello spagnolo: ormai sono quasi testa a testa.
Napolitano chiede che il governo si attivi con la Ue per sbloccare questa partita; vuole che l’economia reale sia al centro dell’agenda politica; reclama un intervento per evitare che la crisi si riacutizzi. Con le sue parole: «Considerata l’urgenza di sollevare le imprese da una pesante condizione anche sul piano delle disponibilità finanziarie, risultano urgenti misure come quelle volte a rendere possibile lo sbocco dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni a una vasta platea di aziende». E più avanti: «Queste ed altre misure dovranno essere definite rapidamente attraverso le necessarie intese in sede europea, sollecitate dall’Italia e divenute ormai improcrastinabili».
Non a caso giusto oggi, a Bruxelles, i leader Ue si riuniscono per discutere non più solo di rigore ma anche di crescita. D’accordo con Francia e Spagna, l’Italia cercherà di far passare una linea che punta ad escludere gli investimenti che generano sviluppo dal calcolo del deficit: la golden rule. Al Presidente della Repubblica, il leader degli industriali ha manifestato i suoi timori per un riacutizzarsi della crisi. Napolitano ha «condiviso pienamente» queste preoccupazioni. Di qui l’appello.
L’incontro al Quirinale è avvenuto sul finire della mattinata. A quell’ora i mercati, già penalizzati dallo stallo politico, appaiono delusi dai risultati del collocamento dei Btp: 3,32 miliardi di buoni triennali, con un rendimento del 2,48%, dal 2,30 di un mese fa e una domanda in calo pari a 1,28 volte l’offerta (da 1,37), un livello che non si vedeva dagli inizi del 2012. Sono all’asta anche 2 miliardi di Btp a 15 anni con tassi al 4,90%. Assegnate anche due tranche di Ccteu. Proprio il livello dei rendimenti sembra aver spaventato gli operatori: la Borsa comincia a perdere, fino a lasciare sul campo l’1,74% del suo valore e Piazza Affari è maglia nera in Europa. Lo spread inizia a risalire anche oltre quota 320, prima di chiudere a 318 con un rendimento al 4,66%, assottigliando così le distanze da quello spagnolo (328). Al momento quindi il divario tra i titoli nazionali e iberici è di soli 10 punti.
Come sempre avviene in questi casi, dopo aver tagliato il rating dell’Italia, l’agenzia Fitch abbassa anche il giudizio sulla maggior parte delle regioni, province e comuni italiani. In generale il downgrading è di un gradino, da A- a BBB+. Le eccezioni sono rappresentate dalle regioni Valle D’Aosta, Friuli e Lazio e dalle province di Bolzano e Trento, declassate di due gradini. I comuni di Roma e Milano vengono entrambi declassati a BBB+ da Amentre Napoli precipita a BBB-, appena un gradino dal livello junk, spazzatura.

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