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Napolitano rassicura l’Ue e la Germania “Non siamo allo sbando, nessun contagio”

BERLINO — La risposta all’allarme partito dalla Germania arriva dal più alto livello istituzionale. «L’Italia non è allo sbando, e non c’è nessun pericolo di contagio, perché non abbiamo preso alcuna malattia». Viene da Giorgio Napolitano la smentita più netta al rischio- infezione temuto dal ministro Schauble, preoccupato che il virus instabilità possa propagarsi dal nostro paese al resto dell’eurozona. E’ il giorno della controffensiva, lanciata dal capo dello Stato che reagisce al martellamento di politici e giornali tedeschi sui «clowns» Grillo e Berlusconi che sta segnando la sua visita. E al suo fianco spunta anche Angela Merkel che a fine colloquio, informata e rassicurata da Napolitano sul rispetto degli impegni presi con l’Europa, si mostra tranquilla: «Io ho fiducia nel senso di responsabilità delle forze politiche italiane che devono formare il governo ». Poi, più confidenzialmente aggiunge «ce la farete, più di noi avete il dono dell’invenzione, della fantasia e della leggerezza». L’inquilino del Colle incassa, ma accanto ai “compiti a casa” chiede alla cancelleria misure per la crescita in Europa, «sono essenziali». Lei, pragmatica, passa agli auguri al nostro presidente della Repubblica, «spero nel successo del suo ruolo nel dopo-elezioni». Insomma, le fosche previsioni del suo ministro delle Finanze sembrano relegate ai margini del vertice. Quanto all’incidente diplomatico con Steinbrueck («uno spiacevole imprevisto», commenta ancora Napolitano) ci pensa il presidente tedesco Gauck a liquidarlo con un «parole che si commentano da sole ». E nell’incontro fra i due presidenti, prende forma una storica visita che nei prossimi mesi potrebbero compiere insieme a Sant’Anna di Stazzema, teatro dell’eccidio nazista nel ’44.
Clima politico difficile, ma al terzo giorno di una visita diventata molto complicata Napolitano ricuce lo strappo e prova a “riaccendere” la fiducia nel nostro paese, messa a dura prova da prime pagine e editoriali che irridono al «tandem dei clowns» italiani. Però l’Italia, insiste il capo dello Stato, non è affatto una nave alla deriva. «Il paese non è senza governo, in carica c’è Monti che resterà al suo posto finchè non giurerà il nuovo esecutivo». C’è anche un invito e uno sprone al Professore, che «rappresenterà l’Italia al meglio nel consiglio Ue di metà marzo, previa consultazione con le forze politiche». Possibile però tagliare i tempi per l’insediamento delle Camere e magari cominciare prima le consultazioni? Risposta: strada non praticabile, ci sono adempimenti da rispettare, con il passaggio chiave della formazione dei gruppi parlamentari. «Non vedo quali siano le possibilità di accelerazione – spiega Napolitano – visto che finora non c’è stata nemmeno la proclamazione degli eletti in Parlamento». Le procedure, ricorda, prevedono la verifica di tutti gli eletti, con prima riunione delle Camere entro 20 giorni dal voto. «La data per l’insediamento del Parlamento c’è già, 15 marzo, e le consultazioni non potranno iniziare fino a quando non saranno costituiti i gruppi parlamentari ». Se tutto va bene, la “salita” al Colle comincerà perciò attorno al 25 marzo. Ci sarà da gestire un risultato elettorale complicato perché «c’è stata frammentazione, ci sono state contrapposizioni ». Certo però «non può accadere che per avere un risultato che ci lasci più tranquilli si faccia un accordo a tavolino». Si è espresso liberamente il popolo «assolutamente sovrano», questa è la legge della democrazia, e quindi «dobbiamo confrontarci rispettosamente con la volontà espressa dal popolo e dagli elettori».

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