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Napolitano: misure per lo sviluppo

di Lina Palmierini

Un colloquio con il Governatore Mario Draghi, poi una nota dettata alle agenzie di stampa dopo aver seguito con attenzione e preoccupazione le notizie sull'andamento delle Borse e l'ulteriore aumento a livelli di record dello spread con i Bund tedeschi. La giornata di Giorgio Napolitano, l'ultima prima della breve vacanza, è stata intensa anche se il suo lavoro ha portato un risultato da tempo cercato: quello di ottenere un confronto in Parlamento e un tavolo tra Governo, opposizione e parti sociali per «stimolare decisamente l'indispensabile crescita dell'economia e dell'occupazione a integrazione delle decisioni sui conti pubblici», come si legge nella sua nota di ieri. Ora la parola passa «alle forze politiche e sociali» scrive il presidente che ieri sera si è imbarcato da Napoli verso Stromboli ma ha voluto far sapere che seguirà «l'esito del confronto partendo dalla preoccupazione per l'andamento dei mercati finanziari in generale e nei loro specifici aspetti italiani».

Il capo dello Stato seguirà anche l'intervento del premier alle Camere e proprio su quel discorso sembra che ieri ci sia stato un ricco scambio di opinioni tra il Colle, Palazzo Chigi, nella persona di Gianni Letta, e il Governatore cui è stato affidato un ruolo di regia complessiva di tutti i passaggi vista la sua alta credibilità internazionale e il momento assai complesso. Troppo delicato è il passaggio in Parlamento – con i mercati che osservano e la Borsa ancora aperta – per non cercare una triangolazione con la più alta carica istituzionale e la più alta autorità economica, che ha indicato al sottosegretario Letta i temi più sensibili (e da evitare) così come quelli più necessari ed efficaci per recuperare fiducia sui mercati (oltre che tra i cittadini). Insomma, soprattutto da Draghi è stata disegnata la cornice economico-finanziaria entro cui il Governo deve muoversi per evitare passi falsi che sarebbero fatali in questa fase.

Ma nel colloquio di ieri tra il capo dello Stato e il Governatore sono stati toccati tutti i profili della nostra situazione a cominciare dai riflessi internazionali per finire con quell'indice di sfiducia verso il nostro Paese in costante aumento, come dimostra il picco toccato dallo spread con i titoli di Stato tedeschi. Una fragilità che è sotto gli occhi di tutti e che preoccupa anche per le vicende che coinvolgono Giulio Tremonti, un ministro che fin qui ha avuto il marchio dell'affidabilità dai mercati ma che ora sembra appannarsi, come raccontava il commento del Financial Times. Nell'incontro tra il Governatore e il presidente non si è parlato di questo né delle vicende che toccano il ministro né dei rumors che lo descrivono sempre più instabile nel suo ruolo, anzi, la considerazione nei suoi confronti resta la più alta per aver tutelato e blindato i nostri conti pubblici. Tuttavia non lontano dal Colle e da Palazzo Koch la politica continua ad alimentare ipotesi su possibili e ulteriori sviluppi della vicenda che ha coinvolto l'ex collaboratore di Tremonti e che potrebbero aggravare la sua posizione e la sua fragilità.

Certo è che rispetto a ipotetici ed eventuali cambi a Via XX Settembre, la politica sembra aver trovato già le sue sostituzioni: Vittorio Grilli all'Economia mentre Fabrizio Saccomanni andrebbe al posto di Draghi quando in autunno il Governatore si trasferirà a Francoforte. È chiaro che né il Colle né il Governatore hanno solo sfiorato quelli che sono solo gossip da Translantico ma l'unico input che la politica si aspetta nel caso Tremonti lasci, è quello di un capo dello Stato che chieda di coprire in fretta quel ruolo vista la nostra debolezza economica-finanziaria e l'instabilità che già accompagna la vita del Governo e della maggioranza.

 

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