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Napolitano: agenda Monti valida anche nel 2013

Si è appena lasciato alle spalle navicelle e razzi, nel centro dell’Agenzia spaziale europea che visita ammirato, salutando il nuovo astronauta italiano Luca Parmitano, quando non da Marte ma da Roma arriva in serata l’annuncio che Berlusconi esce di scena. Così, strettissimo il cerimoniale di questo viaggio in Olanda, non c’è tempo e modo per raccogliere le reazioni del presidente Napolitano. Ma la notizia non deve averlo colto di sorpresa, messo già al corrente com’era dello spariglio del Cavaliere, tanto che nelle parole pronunciate già ieri in mattinata si ha l’impressione di un’accelerazione e una messa a punto della strategia del Colle nel nuovo scenario. L’esperienza Monti è l’asso — e stavolta il presidente lo dice esplicitamente con riferimento al dopo elezioni — che i partiti devono giocare al tavolo del voto: «E’ salutare, è inevitabile». E questo vale anche in qualche modo «a prescindere» dalla riforma elettorale che «da sola non dà stabilità, servono gli accordi politici ». Naturalmente saranno i cittadini a scegliere liberamente «nelle elezioni di aprile» (dice stroncando così le ricorrenti ipotesi di scioglimento anticipato), con quel senso di responsabilità che Napolitano è sicuro non mancherà «nell’Italia post elettorale ». L’esigenza è di avere un governo che operi efficacemente, un governo «stabile», «non diviso e non fragile», e di questa consapevolezza spera che i cittadini diano prova. Ma il resto dipenderà da ciò che faranno le forze politiche «tenendo conto, e questo in Italia è inevitabile, è salutare, della importantissima esperienza portata avanti nel giro di un anno dal governo del presidente Monti».
Il premier, nelle stesse ore, davanti alle insistenze dei giornalisti sul suo bis a Palazzo Chigi nel 2013, scherza, «grazie per tanta attenzione alla mia persona but relax please, non vedo la ragione di tanta preoccupazione visto che l’Italia comunque andrà avanti rispettando gli impegni presi con l’Europa». E prova a smarcarsi, citando Tommaso Moro: «Non bisogna sentirsi indispensabili e aggiungerei, in questo momento, che non bisogna che gli altri si facciano la strana idea che una persona sia indispensabile».
Ma c’è un secondo passaggio chiave offerto da Napolitano, nella conferenza stampa col premier olandese Rutte: «La legge elettorale da sola — avverte — non garantisce un governo stabile ». E spiega che in particolare in Italia, e non in altri paesi, esiste in questo momento una questione di revisione della legge elettorale, ma appunto «anche la migliore legge elettorale non può garantire automaticamente una soluzione di governo stabile che è sempre il risultato di scelte politiche, di accordi politici». Sembra quasi un cambio di passo perché, di fronte allo stallo sulla riforma e agli imprevedibili sviluppi del post-Berlusconi, il presidente Napolitano sceglie di privilegiare la necessità di un accordo politico piuttosto che gli appelli per la revisione del Porcellum. Il paracadute di una intesa fra le forze politiche che magari potrebbe mettere al riparo il paese da contraccolpi e scossoni nella malaugurata ipotesi di un ritorno alle urne ancora con la legge porcata. Nella campagna elettorale e dopo. Quante alle preoccupazioni che, puntuali, piovono dagli olandesi sul rischio-Italia, il capo dello Stato rassicura tutti quanti: «Non solleciteremo aiuti alla Ue, non è all’ordine del giorno. Non abbiamo chiesto un soldo all’Europa, anzi ne abbiamo dati. Il nostro sistema è solido, soprattutto le banche, che sono sane. E non solo rispetto a quelle dei paesi del sud europeo».

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