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Napolitano a Berlusconi: austerità impegno Ue

ROMA — Il decreto per lo sviluppo si sdoppia e probabilmente sarà all’esame del consiglio dei ministri del 28 settembre, poi la legge di Stabilità che allungherà i tempi fino a circa il 10 ottobre (il limite è il 15 ottobre). E’ questo il timing sul quale si sta orientando il governo che prima dell’apertura della sessione di bilancio deve incassare il via libera del Parlamento (oggi è previsto l’esame della Camera) al Rendiconto generale dello Stato del 2011. L’approvazione del Rendiconto, sulla quale lo scorso anno si incagliò il governo Berlusconi, apre infatti la strada al bilancio di assestamento del 2012, alla legge di Stabilità e al bilancio di previsione del 2013. Per la prima volta, quest’anno, il Rendiconto sarà articolato, sulla base della riforma, in 173 programmi e 34 missioni. Sull’equilibrio di misure per la crescita e per il risanamento è intervenuto ieri il presidente della Repubblica con un riferimento implicito alle critiche espresse da Berlusconi al «fiscal compact ». L’Italia, ha detto il capo dello Stato, ha assunto «con piena consapevolezza» una «serie di impegni con l’Europa, presi prima dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti» tra cui il «cosiddetto fiscal compact» e oggi non deve «abbandonare la strada necessitata di queste politiche di severità» ma «combinarla con misure per la crescita».
Intanto il decreto sviluppo, arrivato nell’ultima versione a 86 articoli, potrebbe essere diviso in due provvedimenti (uno per l’agenda digitale e l’altro per l’avviamento delle nuove iniziative imprenditoriali e liberalizzazioni). Tra le novità dell’ultima ora: oltre all’abolizione del rinnovo tacito per le polizze Rca auto, verrebbe formattato anche un contratto standard per gli automobilisti che conterrebbe i requisiti minimi per essere in regola con l’obbligatorietà della polizza e che conterrebbe clausole uguali per tutti: dal diritto di rivalsa (in caso di guida senza patente o con punti scaduti), alle esclusioni, alle coperture. Le tariffe sarebbero naturalmente affidate al mercato.
Mentre continua la caccia ai 6,5 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva del luglio prossimo, Enrico Bondi ha intensificato gli incontri con l’obiettivo di tagli mirati e riorganizzazioni di enti e organismi. Un tracciato che si incrocia con uno dei temi chiave della legge di Stabilità che riguarderà il rinnovo del Patto per la salute che, con durata triennale, scade a fine anno e dovrà essere ricontrattato per il periodo 2013-2015. Attualmente il fondo del Servizio sanitario nazionale, dopo i tagli, è a quota 108 miliardi e dovrà essere rifinanziato. Inoltre il patto prevede una serie di interventi per le Regioni in deficit: aumento delle addizionali Irpef, blocco del turn over e piani di rientro. Oltre alla riforma dei ticket che saranno legati al reddito, si profilano due opzioni di tagli alle spese: i costi standard previsti dal federalismo fiscale (preferiti dalle Regioni e basati sulla media delle tre regioni più virtuose) e il più severo metodo Biondi della «mediana», la media tra il costo più alto e quello più basso, che abbatterebbe i costi sanitari da finanziare.

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