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Nagel: bene il governo sul sistema bancario

«Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan si sono mossi con pragmatismo e coraggio, con la volontà di rimuovere handicap strutturali che il sistema bancario per troppo tempo si è portato dietro». Lo ha detto Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, presentando agli analisti i conti dei nove mesi, chiusi con impieghi e margine d’interesse in crescita dell’8%, risultato operativo in aumento dell’11%, profitti a 442 milioni in calo del 5% per il contributo al fondo di risoluzione.

Conti sopra le attese (e il titolo in Borsa ha guadagnato l’1,75% contro cali pesanti generalizzati del settore bancario) che consentono al top manager l’auspicio: «Siamo ragionevolmente fiduciosi che anche questo sarà un buon trimestre. Lo scenario dei tassi ha un forte impatto, ma ce lo fa presumere la diversificazione dei ricavi». E «puntiamo a migliorare il dividendo».

Il top manager di Piazzetta Cuccia dettaglia l’elogio all’operato del governo, e in particolare del premier e del ministro dell’Economia, con alcuni esempi: «Le banche italiane per troppi anni non hanno potuto dedurre fiscalmente le perdite sui crediti, e se c’è un costo inerente al sistema creditizio che può venir ridotto è quello. La procedura esecutiva in Italia dura in media tre volte rispetto all’Europa. I due provvedimenti, insieme a quello sulle Popolari, non sono stati un favore alle banche, ma un intervento giusto per rimuovere handicap».

Nagel ha quindi definito «utile» il fondo Atlante perché «ha evitato il bail in di una banca», cioè la Popolare di Vicenza. Mediobanca aveva comunque «concordato un intervento diverso» rispetto ad Atlante (cioè la partecipazione per il 5% all’aumento di capitale) «coerente» con la sua diversa natura rispetto agli altri istituti. Per quanto riguarda poi Veneto Banca, Piazzetta Cuccia «valuterà» un intervento nell’ambito dell’Ipo «se fosse utile o indispensabile alla quotazione». E per concludere sulle banche ha detto che «serve un piano credibile di consolidamento del settore, troppo frammentato». «Noi facciamo la nostra parte» con le competenze di banca d’affari, «ma è necessaria un’accelerazione».

L’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, che ha definito la proposta di Urbano Cairo per Rcs MediaGroup da «valutare attentamente», ha poi sottolineato che sulla programmata cessione del 3% di Generali non ci sono «orizzonti temporali precisi»: anche considerata «la nostra generazione di capitale, andata meglio del previsto», il tema «è più legato al valore del titolo» del Leone. Infine la conferma sui tempi del nuovo piano industriale, che verrà presentato «in autunno, orientativamente in novembre».

Sergio Bocconi

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