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Mutui, verso lo stop per 3 anni

Un primo passo verso una misura che potrebbe dare una boccata d’ossigeno alle famiglie, ma soprattutto alle imprese in difficoltà nel rimborsare mutui e finanziamenti. Il pagamento della quota capitale delle rate potrebbe essere sospeso per tutto il triennio 2015-2017. A prevederlo sarà un accordo tra ministero dell’economia, Sviluppo Economico, Abi e associazioni delle imprese e dei consumatori che dovranno attivare un tavolo di confronto entro fine marzo 2015. È quanto stabilisce un emendamento del Movimento 5 Stelle approvato ieri dalla commissione bilancio della camera che in serata ha concluso i lavori sulla legge di stabilità. Ora la palla passa all’aula di Montecitorio che dovrebbe votare la manovra tra sabato e domenica se, come ormai appare certo, il governo deciderà di porre la questione di fiducia. Poi toccherà al senato a cui spetta il compito più gravoso, visto che il governo ha rimandato all’esame di palazzo Madama, la risoluzione di alcuni argomenti particolarmente «caldi» quali la definizione della local tax e la tassazione dei fondi pensione.

Se l’emendamento pentastellato dovesse sopravvivere ai successivi passaggi parlamentari, per cittadini e imprese si aprirà la prospettiva di allungare il piano di ammortamento di mutui e prestiti in attesa di tempi migliori per l’economia. A essere sospesa sarà infatti solo la quota capitale delle rate e non gli interessi che continueranno a essere pagati alle banche. «L’obiettivo è liberare risorse per generare liquidità e far ripartire l’economia», spiega il deputato M5S Francesco Cariello, che, pur di veder accolta la sua proposta di modifica, ha acconsentito a una piccola riformulazione da parte del governo che però non ne intacca il senso e la portata. Secondo la proposta originaria del M5S entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità (1° gennaio 2015) Mef, Mise, Abi e associazioni dei consumatori e delle imprese avrebbero dovuto «predisporre» tutte le misure necessarie al fine di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni da 2015 a 2017. Nella riformulazione del governo è stata scelta una dicitura più soft («concordano») ed è stata aggiunta la clausola di salvaguardia secondo cui la misura non deve comportare «nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Ma il deputato Cinque Stelle non vi legge un tentativo di depotenziare la misura. «È importante aver previsto che entro fine marzo tutti gli attori in campo debbano attivare un tavolo di confronto. Il fatto che ad essere sospesa sia solo la quota capitale delle rate ci induce a ritenere che le banche non abbiano interesse a mettersi contro la norma».

Rispetto alle operazioni di sospensione delle rate dei mutui messe in campo dal 2010 ad oggi, l’iniziativa del Movimento 5 Stelle si distingue per essere tarata soprattutto sulle micro e piccole e medie imprese, vere destinatarie dell’emendamento, a cui si consentirebbe di sospendere e allungare i finanziamenti per tre anni, rispetto ai 12 mesi attuali.

L’ultima giornata di votazioni in commissioni ha visto l’approvazione di una raffica di emendamenti eterogenei (riassunti in tabella) tra cui si segnala l’innalzamento a 7 euro del valore esentasse dei buoni pasto elettronici. Soddisfazione per l’approvazione della proposta di modifica a firma Marco Causi è stata espressa da Anseb, l’associazione nazionale delle società che emettono buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio. «È stato compiuto un primo passo molto importante a sostegno dei lavoratori, finalizzato al rilancio dei consumi, all’equità sociale. È un risultato che ci dà grande soddisfazione», ha dichiarato Franco Tumino, presidente di Anseb, «nella consapevolezza che i lavoratori e l’intera filiera del buono pasto non potevano continuare ad essere penalizzati da un valore di 5,29 euro rimasto fermo da oltre 15 anni».

Banche dati utilizzabili per la lotta all’evasione. Tra gli emendamenti dell’ultim’ora approvati in commissione anche uno che consente all’L’Agenzia delle Entrate di utilizzare a pieno le banche dati sul fisco senza concentrarsi soltanto sui contribuenti a maggior rischio evasione.

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