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Mutui, tassi in risalita

di Gino Pagliuca

Non c'è solo il costo del pieno di benzina o della pasta sullo scaffale del supermercato. La parola inflazione evoca uno scenario molto più preoccupante per il portafoglio di chi ha in corso un debito a tasso variabile: il pericolo che salga anche il costo del denaro facendo esplodere la rata mensile del prestito, così come è già successo tra il 2007 e il 2008, alla vigilia della crisi finanziaria. L'aumento dei tassi è stato di fatto preannunciato per il prossimo mese dal presidente della Bce, Jean Claude Trichet; nulla è trapelato sull'entità della manovra. Se però ci si può basare sull'esperienza maturata da quando c'è l'euro è difficile pensare a un rialzo immediato di forte entità, mentre appare più probabile una serie di aggiustamenti di impatto più limitato, un quarto o al massimo mezzo punto alla volta. Su un mutuo da 100mila euro un quarto di punto significano all'incirca 20 euro in più al mese, l'incognita è capire quante manovre da un quarto di punto ci aspettano. Conseguenze Il probabile aumento dei tassi è destinato ad avere conseguenze anche sulle scelte di chi il mutuo lo sta per accendere: puntare oggi sulla sicurezza del tasso fisso significa optare per finanziamenti che presentano in media tassi di due punti e mezzo superiori rispetto a quelli dei prodotti indicizzati: tradotto in termini pratici significa scegliere un handicap iniziale tra i 130 e i 140 euro al mese su un prestito da 100 mila. Esiste una terra di mezzo tra fisso e variabile: è il mutuo indicizzato con il tetto. E'una tipologia di prodotto che ha incontrato un grande favore presso i clienti negli ultimi mesi. E c'è il rischio concreto che di qui a qualche settimana le condizioni proposte peggiorino rispetto a quelle attuali e che alcuni dei prodotti oggi in catalogo semplicemente siano ritirati dal mercato. Oggi però ci sono ancora ed è possibile valutarne difetti e opportunità: è una delle questioni che affrontiamo in queste pagine, dove diamo risposta alle domande più importanti che si pone chi sta cercando un mutuo e chi invece ce lo ha già e ha paura per quello che potrà capitare. In particolare è importante sapersi fare i conti in tasca con calma, per valutare fino a che punto si può sopportare l'aumento possibile dei costi se si ha già il mutuo. E anche fino a che punto si può rischiare se invece si sta per diventare proprietari di casa a debito. Ultimi Le maggiori preoccupazioni dovrebbero averle i debitori che hanno avviato il mutuo negli ultimi mesi, con tassi di partenza attorno al 2%e in qualche caso addirittura sotto. Un ritorno (allo stato dei fatti, diciamolo subito, piuttosto improbabile) ai picchi di quattro anni fa, sarebbe devastante, perché minore è il tasso di partenza maggiore in proporzione è l'effetto sul breve periodo di un forte rialzo della quota interessi. Usiamo però il condizionale perché la crisi ha reso tutti, banche e debitori, più prudenti. E la quota di mutuatari che si sono indebitati con un tasso al 2%per pagare rate al limite delle proprie possibilità non dovrebbe essere molto rilevante.

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