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Mutui, prestiti e pegni: ecco il decreto sofferenze

Arriva il testo del decreto legge del governo Renzi sulle banche: tante le novità che dovrebbero servire ad accelerare il recupero dei crediti in sofferenza sostenendone quindi il valore nei bilanci delle banche. La più rilevante è la possibilità per l’istituto creditore di prendersi l’immobile dato in garanzia dall’imprenditore — sono dunque escluse le famiglie — in caso di rate non pagate sui mutui: nel caso di pagamenti mensili, spiega la relazione illustrativa, c’è inadempimento «quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive»; ovvero dopo sei mesi dalla scadenza di «una sola rata» nel caso di ratei superiori al mese. Si tratta comunque sempre di un accordo tra privati, dunque non scatta automaticamente per i contratti in essere, che però possono essere integrati con questa specifica clausola. A stimare il bene sarà un perito nominato dal tribunale.

Confermato anche l’annunciato «pegno mobiliare non possessorio» che l’imprenditore potrà costituire sui beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa anche senza subire lo spossessamento, che dunque potrà continuare ad usare.

Per favorire la creazione di un mercato per i crediti deteriorati (Npl) viene istituito un registro delle procedure di espropriazione immobiliare, di insolvenza e delle ristrutturazioni aziendali, accessibile alla Banca d’Italia per la vigilanza sulle banche ma anche ai creditori (o agli acquirenti dei crediti). Il modello è il Pacer, la banca-dati degli Usa sui procedimenti in corso, non solo fallimentari. Sarà inoltre istituito un «registro dei pegni non possessori» presso l’Agenzia delle Entrate. Vengono anche accelerate le procedure di espropriazione forzata: fra le altre cose, non possono esserci più di tre aste per uno stesso bene.

La vecchia Sga — la società cessionaria costituita nell’ambito del salvataggio del Banco di Napoli nel 1996, poi finito dentro Intesa Sanpaolo — passa adesso sotto il controllo del Tesoro al valore nominale, e potrà essere usata per «acquistare e gestire crediti e altre attività non immobiliari».

Confermati nel testo finale anche i rimborsi automatici fino all’80% per gli obbligazionisti delle vecchie Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, e per chi non rientra in quei parametri, la possibilità del ricorso all’arbitrato.

Per quanto riguarda la gestione degli esuberi bancari, viene prolungata la durata massima delle prestazioni del fondo di solidarietà da 60 a 84 mesi per gli anni 2016-2017. Rivista infine anche la disciplina fiscale sulle imposte differite (cosiddette «dta»), sotto la lente della Commissione Ue.

Fabrizio Massaro

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