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Mutui, moratoria a tutto gas

La moratoria dei mutui fa bene alle imprese. In attesa che entri a regime l’Accordo per il credito 2013, sottoscritto lo scorso 1° luglio, le misure a sostegno delle pmi varate nel 2012 continuano a produrre i loro effetti. Alla fine di giugno 2013 le banche avevano sospeso 101.247 finanziamenti a livello nazionale, per un controvalore di 31,3 miliardi di euro. Grazie alla posticipazione dei rimborsi le imprese hanno potuto così risparmiare 4,2 miliardi di euro, utilizzabili per fronteggiare l’attuale crisi di liquidità. A fornire i dati aggiornati sull’andamento delle sospensioni è stata l’Abi.

Numeri importanti, quindi, che si vanno a sommare a quelli già registrati in attuazione del precedente «Avviso comune» (scaduto il 31 luglio 2011), grazie al quale erano stati sospesi 260 mila prestiti, per un valore di circa 70 miliardi di euro di debito residuo.

I risultati raggiunti, secondo l’associazione bancaria, consentono di «assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che, pur registrando tensioni, presentano comunque prospettive economiche positive».

Senza dimenticare l’attuazione del «Progetto investimenti Italia» per le pmi, un altro pilastro dell’accordo siglato nel 2012 e ora prorogato fino al 30 giugno 2014 grazie alla nuova intesa firmata nel luglio scorso tra Abi e le associazioni di categoria. A disposizione c’è un plafond da 10 miliardi di euro destinato ai investimenti in beni strumentali materiali e immateriali (sono quindi esclusi i beni alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa, quindi materie prime, merci o beni intermedi).

Possono accedere ai fondi agevolati le pmi, come definite dalla normativa comunitaria, a condizione che queste siano in bonis, cioè in equilibrio finanziario. Le imprese ammissibili ai finanziamenti, infatti, non devono presentare posizioni debitorie classificate dagli istituti di credito come sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute/sconfinanti, oltre naturalmente a non aver procedure concorsuali in corso.

Nei giorni scorsi l’Abi ha reso noto il superamento del primo miliardo di fondi utilizzati. A fine giugno 2013, infatti, le domande di finanziamenti agevolati di «Progetti investimenti Italia» accolte erano 3.331, per un valore di 1,2 miliardi di euro.

A livello statistico, secondo i dati diffusi da palazzo Altieri, emerge che l’84% delle istanze riguarda investimenti in beni materiali. L’11% delle pratiche ammesse gode della garanzia del Fondo di garanzia per le pmi, dell’Ismea, della Sace o dei Confidi. Circa il 65% delle richieste accolte riguarda finanziamenti con durata superiore ai tre anni. A livello settoriale la fanno da padrone i comparti dell’industria (42,8%) e commercio-alberghiero (30,9%), mentre in ambito regionale prevale la Lombardia con il 29%.

Ora lo sforzo del sistema creditizio a sostegno del tessuto produttivo si sposta sul nuovo fronte dell’Accordo per il credito 2013. Quest’ultimo prevede tre tipologie di intervento: la «classica» sospensione per un anno della quota capitale delle rate dei finanziamenti, l’allungamento dei piani di rimborso e il sostegno finanziario a operazioni connesse all’aumento di mezzi propri realizzati dall’impresa.

Con riguardo a quest’ultimo punto, si segnala che il rafforzamento patrimoniale gode anche del beneficio fiscale «Ace» previsto dal dl n. 201/2011. Il vantaggio per le società di capitali (incluse le coop) che intendono incrementare il proprio patrimonio netto sarebbe quindi duplice, dal momento che le banche metteranno a disposizione finanziamenti agevolati proporzionali all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa.

Per rendere pienamente operativo il più recente accordo servirà ancora qualche settimana. Le banche che intendano aderire dovranno inviare apposita comunicazione all’Abi e impegnarsi a rendere operative le procedure entro 30 giorni dall’adesione. Molti istituti si sono già mossi in tal senso. Nel frattempo, per garantire continuità alla tutela finanziaria delle piccole imprese, l’accordo «Nuove misure per il credito alle pmi» del 28 febbraio 2012 resterà in vigore fino al prossimo 30 settembre.

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