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Mutui, l’Euribor sotto zero non fa sparire gli interessi La clausola salva-spread

La notizia sta facendo il giro del Web: una banca spagnola, Bankinter, ha mandato ad alcuni suoi clienti una lettera con cui annuncia che darà loro indietro dei soldi perché il calcolo del tasso previsto contrattualmente è diventato negativo. Potrebbe succedere anche da noi? Ora no, perché, andando a fondo si scopre che è un mutuo promozionale del 2008, ancorato al franco svizzero, non all’euro, con uno spread simbolico dello 0,05% e parametrato al tasso interbancario della divisa elvetica, precipitato in territorio negativo nel tentativo di far scendere il cambio.
Per gli italiani indebitati, dai mercati arrivano buone notizie ma non è ipotizzabile che lo «scenario spagnolo» si possa riproporre a breve. Vediamo perché. Nella maggioranza dei casi i mutui variabili sono ancorati al tasso interbancario Euribor a un mese o a tre mesi, che ieri quotavano rispettivamente -0,03% e 0. L’Euribor a tre mesi lunedì scorso era a sua volta sceso in territorio negativo. Significa sicuramente che la quota interessi delle rate dei mutui variabili sarà più bassa, ma perché si verificasse un’ipotesi di restituzione di soldi, che comunque avverrebbe, come sta facendo Bankinter, sotto forma di diminuzione del debito, bisognerebbe che l’Euribor scendesse a tal punto da “mangiarsi” anche lo spread (ovvero la maggiorazione sul parametro) praticato dalla banca. Ai tempi delle erogazioni facili, tra il 2005 e il 2008, lo spread scese fino allo 0,5-0,6%: c’è ancora molto spazio (cinque decimi di punto di discesa a tassi negativi sono un’enormità) perché il problema si possa porre nel concreto. E comunque il grosso dei mutui in corso ha spread ben oltre mezzo punto, e in offerta ora si parte dall’1,5%.
Ma anche se l’Euribor scendesse al punto da compensare tutto lo spread non è detto che scatterebbe in automatico la restituzione, perché bisogna vedere cosa prevede il contratto. Ad esempio potrebbe esserci una clausola, che si chiama floor (il pavimento), per cui il tasso non può scendere sotto un certo livello (ad esempio quello dello spread). Inoltre bisogna verificare come si calcola il riferimento all’Euribor, che può essere preso in un determinato giorno (di solito il penultimo di mercato aperto del mese precedente il pagamento) oppure una media del mese precedente, o del trimestre e così via. Di solito è poi previsto un arrotondamento per eccesso al decimale, per cui un Euribor a -0,03% si considera zero. Nei mutui ad ammortamento tradizionale poi la quota di restituzione del capitale cresce ad ogni rata: anche con l’Euribor a zero al debitore toccherebbe via via pagare un po’ di più .

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