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Mutui, l’effetto-Covid è soft

E’ rimasto stabile anche nello scorso mese di giugno il comportamento degli italiani rispetto al pagamento delle rate di prestiti e mutui. Nonostante la complessa congiuntura economica dettata dalla fase emergenziale legata al Covid-19, il rapporto sul Credito Italiano – Trends & Insights pubblicato da Experian nei giorni scorsi attesta, a seguito dell’analisi dettagliata condotta sullo status dei pagamenti di mutui e prestiti, come il periodo di crisi non abbia condizionato in maniera evidente il pagamento delle rate da parte degli italiani. Nel report, che analizza regolarmente l’andamento delle richieste di strumenti finanziari sulla base dei dati disponibili nel sistema di informazioni creditizie di Experian, costituito da oltre 80 milioni di posizioni, si sottolinea, comunque, l’importanza dell’effetto «moratoria», estesa fino al 31 gennaio 2021, nell’evitare lo scivolamento delle rate sui mutui e sulle linee di credito per micro, piccole e medie imprese, professionisti e ditte individuali che si trovano in una situazione di temporanea carenza di liquidità a seguito dell’emergenza Coronavirus. «La situazione di sostanziale stabilità nella qualità del credito, evidenziata a maggio, sembra essere confermata anche nei dati di giugno», osserva Carlo Gabardo, Head of Analytics di Experian, «evidentemente la moratoria nei pagamenti, legale o concessa dagli enti creditizi, finora si sta rivelando efficace nel mitigare gli impatti della potenziale crisi di liquidità delle famiglie generata dal blocco delle attività economiche del lockdown. Dal punto di vista degli operatori del credito, sarà fondamentale tenere monitorato questo andamento e valutare, una volta finita la moratoria, se ci saranno impatti sulle capacità di rimborso delle famiglie».

In tale scenario, in cui si registra il ricorso frequente al prestito finalizzato, va valutato anche quando tale linea di credito sia indirizzata verso l’acquisto di beni durevoli, piuttosto che per finanziare consumi in parte voluttuari. Il focus, in particolare, consente di confrontare lo status dei pagamenti registrati nel mese di giugno rispetto a quelli del mese di maggio.

Mutui. Entrando più nel dettaglio dei dati elaborati dagli analisti, si evince che il 99,31% dei rapporti di mutuo risultati regolari a maggio rimangono ugualmente regolari anche nel corso del mese di giugno.

Soltanto lo 0,53% passa ad una rata non pagata mentre nel mese precedente tale dato si attestava sullo 0,57%. Per quanto concerne, invece, i rapporti che già presentavano una rata insoluta, nel mese di giugno il 50% rimane nella medesima situazione mentre il 29% riesce a recuperare e rientrare in parità.

La percentuale di scivolamento verso uno status peggiore riguarda solo il 19% dei rapporti. Nel confronto tra i dati del mese di luglio e i precedenti mesi caratterizzati dal lockdown si è registrato un rialzo delle richieste di mutui pari al 48% ma una riduzione del 3,89% rispetto al periodo pre-Covid.

 

Prestito finalizzato. Stesso trend per tale tipologia di rapporto: il 99,57% dei rapporti di prestito finalizzato regolari a maggio rimane tale anche nel mese di giugno.

Soltanto lo 0,35% passa ad una rata non pagata, dato lievemente peggiore rispetto al mese precedente, quando era pari allo 0,31%.

Sul versante dei rapporti con una rata insoluta, la percentuale che torna regolare è molto più alta (34%), rispetto a quelli che, invece, vanno verso uno status peggiore (17%).

Anche considerando i rapporti in cui siano due le rate insolute si registra un miglioramento, infatti lo scivolamento verso uno status peggiore è del 31% mentre nel mese precedente era stato del 37%.

A luglio trend più che positivo per le richieste di prestiti finalizzati: +245% rispetto ai mesi della piena emergenza Coronavirus, +14,19% in confronto con il periodo pre-lockdown.

Con specifico riferimento ai prestiti destinati all’acquisto di un’automobile, questi incidono per il 30,8% sulla totalità delle richieste, in linea con il mese di giugno.

La generazione X è quella che effettua più richieste, il 51%, rispetto alle altre classi generazionali. La media più alta sull’importo richiesto è quella legata alla generazione X con un importo medio di 14.522 euro.

 

Prestito personale. Anche sul fronte dei prestiti il 99,48% dei rapporti regolari rimane tale anche nel mese di giugno. Lo 0,48% passa ad una rata non pagata, dato in miglioramento rispetto al mese precedente quando era stato pari allo 0,54%.

Nell’ambito dei rapporti che a maggio presentavano un insoluto, così come evidenziato nel caso del prestito finalizzato, è più alta la percentuale di chi ritorna regolare (27%), rispetto a chi scivola verso uno status peggiore (18%).

Inoltre, l’analisi evidenzia che il 53% dei rapporti resta con una rata non pagata mentre nei rapporti con due insoluti è elevata la percentuale dei rapporti che passano allo status peggiore (44%).

Anche sul fronte dei prestiti si è registrato un +50% a luglio rispetto alla fase di lockdown ma un -18,82% rispetto alla fase pre-emergenziale.

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