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Mutui in valuta estera fuori dalla disciplina che tutela il cliente

Mutuo in valuta estera fuori dalla disciplina sulla tutela dei consumatori. La sottoscrizione di un contratto di credito al consumo con un cambio differente da quello del proprio paese non è da considerarsi al pari di una prestazione di servizio di investimento; tale contratto dunque, non rientra tra gli strumenti oggetto di tutela specifica in termini di disposizioni comunitarie. Con la sentenza nella causa C-312/14, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sancito ieri che le operazioni di cambio nell’ambito di mutui in valuta estera non costituiscono servizi di investimento; la concessione di questi non è quindi soggetta alle disposizioni della direttiva Ue relativa alla protezione dei consumatori. La vicenda ha preso forma dopo che due cittadini ungheresi hanno stipulato con la Banif Plus Bank un contratto di credito al consumo finalizzato all’acquisto di un’automobile. Per ottenere un tasso d’interesse più favorevole rispetto a quello offerto sul mercato per mutui in fiorini ungherese, la coppia ha optato per un prestito in valuta straniera, esponendosi in tal modo al rischio di cambio. Se infatti la valuta in questione si fosse apprezzata rispetto al fiorino nel periodo del rimborso, il costo totale del finanziamento sarebbe cresciuto. In sede di ricorso, i contraenti hanno richiesto al giudice del distretto di Ràckeve, Ungheria, di dichiarare che i contratti di credito in valuta estera rientrassero nell’ambito di applicazione della direttiva 2004/39/Ce sui mercati degli strumenti finanziari, cosicché la banca, in quanto ente creditizio, avrebbe dovuto valutare che il servizio fornito fosse adeguato e con una mole di rischio non superiore a quella che i clienti sarebbero stati in grado di sostenere. Se così fosse stato il giudice avrebbe anche potuto dichiarare la nullità del contratto. La corte Ue, argomentando che la stipulazione di mutuo in valuta estera costituisce attività puramente accessoria alla concessione e al rimborso del prestito, ha ritenuto ch’essa non sia paragonabile a servizi di investimento.

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