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Mutui in caduta libera, -39,5% in nove mesi

Il mercato immobiliare sprofonda sempre di più nella crisi: nei primi nove mesi del 2012 le compravendite di case sono diminuite del 21,4% rispetto ai primi tre trimestri del 2011, mentre le concessioni di ipoteche a garanzia dei mutui sono crollate del 39,5%. Un dato medio già drammatico, che però include picchi ancora più negativi al Sud (-42,8%) e nelle Isole (-50,6%). Del resto nelle Isole si registra una quota minima dei contratti con mutui ipotecari: appena il 6,9% di quelli effettuati nei primi nove mesi del 2012, contro il 33,9% del Nord-Ovest e il 24,6% del Nord-Est. Il terzo trimestre è il peggiore: infatti considerando solo luglio, agosto e settembre, il calo dei contratti di compravendita stipulati dai notai è del 25,7% per gli immobili ad uso economico, e del 23% per quelli ad uso abitazione.
Si tratta della riduzione più elevata registrata dall’Istat su base annua dal primo trimestre 2008 (cioè da quando viene effettuata questo tipo di rilevazione dall’Istituto di Statistica). Dati che si conciliano perfettamente con quelli dell’Agenzia del Territorio, che parla di una riduzione del 25,8% su base annua delle compravendite: solo 444.000 transazioni, un dato che ci fa ritornare ai livelli degli anni ‘80, con un calo del 48,9% negli ultimi sei anni.
Una situazione che certo va imputata alla crisi, e alla scarsa disponibilità delle famiglie e delle imprese, ma anche alle banche, accusano le associazioni dei consumatori: «E’ una vergogna, le banche hanno smesso di fare il loro mestiere, che è quello di fare circolare la moneta, e hanno deciso di tenersi i soldi invece di prestarli », denuncia il Codacons. Per Adusbef e Federconsumatori le banche adottano due pesi e due misure,: «per recuperare risorse economiche a danno dei consumatori sui crediti allegri concessi agli amici continuano a respingere le domande di mutuo» presentate dal resto della clientela, nonostante la remunerazione sia alta perché «i tassi di interesse imposti dalle banche in Italia sono i più elevati in Europa con un differenziale di 116 punti base in più rispetto alle banche dei Paesi euro».
Una situazione di stallo che va sbloccata subito, chiede il presidente dell’Ance (l’associazione dei costruttori) Paolo Buzzetti, che rilancia una proposta elaborata insieme all’associazione delle banche, l’Abi, e alla Cassa Depositi e Prestiti: «La casa è un bene fondamentale per gli italiani e non deve diventare un sogno proibito». Ma secondo Confedilizia per permettere al mercato immobiliare di risollevarsi bisogna anche intervenire sul fronte fiscale, in particolare evitando di prorogare l’Imu, imposta che, dice il presidente Corrado Sforza Fogliani, «più di ogni altra ha causato l’attuale situazione».

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