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Mutui, fumata nera per la proroga del «Piano famiglie»

Fumata nera per il rinnovo del «Piano famiglie», la misura che permette ai mutuatari in difficoltà a causa della perdita del lavoro di sospendere momentaneamente i pagamenti. L’incontro programmato ieri pomeriggio fra l’Abi e le associazioni dei consumatori è infatti stato rinviato a giovedì prossimo. Proprio il giorno precedente alla scadenza dell’iniziativa che, se non rinnovata, lascerebbe le famiglie italiane senza un importante «paracadute» in un momento in cui gli effetti della recessione sono decisamente pesanti.
Possibile che all’origine dello slittamento dell’incontro ci sia ancora la speranza di veder sbloccato in extremis il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa del Ministero delle Finanze. Il funzionamento del naturale «sostituto» dell’accordo Abi-consumatori è infatti tuttora bloccato dalla mancata approvazione dei nuovi regolamenti attuativi, che si sono resi necessari dopo i cambiamenti apportati dalla Riforma Fornero: un vero e proprio intoppo burocratico.
Lo schema di regolamento contentente le norme di attuazione del fondo di solidarietà ha già ottenuto il via libera dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza Stato-Regioni, manca però il parere (peraltro non vincolante) delle Commissioni parlamentari competenti, nel caso specifico della quinta Commissione Bilancio. Proprio oggi la discussione alla Camera e al Senato sul caso Monte dei Paschi richiamerà a Roma un numero di parlamentari sufficiente ad attivare la Commissione: basterebbe dunque un minimo sforzo per sbloccare la situazione.
«Siamo consapevoli dei tempi particolarmente ristretti, ma confidiamo sia possibile un atto di attenzione verso le famiglie che non riescono a pagare il mutuo prima casa e che potrebbero salvare la loro abitazione grazie all’intervento del fondo», si legge in una lettera che Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe e promotrice a suo tempo del fondo, ha inviato ai presidenti di Camera e Senato e delle due Commissioni, facendo così seguito all’appello di Abi e associazioni dei consumatori di sabato scorso. «Attendere altri mesi – scrive ancora Rossi Gasparrini – significherebbe per chi si trova in una situazione drammatica, perdere il bene prezioso della propria abitazione».
Finora, secondo i dati comunicati dall’Abi, sono stati oltre 82mila i mutuatari che hanno chiesto e ottenuto lo stop alle rate grazie al «Piano famiglie», che ha iniziato a operare nel febbraio 2010 e scade il 31 gennaio prossimo. A meno che non si proceda ovviamente a un’ulteriore proroga (sarebbe la quinta), o si trovi comunque una soluzione-ponte in attesa dello sblocco del Fondo di solidarietà. Per circa 60mila dei richiedenti i benefici (12 mesi di sospensione) si sono già esauriti, ma secondo la Banca d’Italia il 25% non riesce a riprendere i regolari pagamenti, semplicemente perché nel frattempo a causa della crisi economica non sono migliorate le condizioni reddituali del nucleo familiare.
Per questi (e per gli altri che nel frattempo si sono trovati in situazione di difficoltà) sarebbe in teoria possibile accedere al Fondo del ministero, che garantisce una moratoria sui pagamenti fino a complessivi 18 mesi e che ha ricevuto ulteriori dotazioni per 20 milioni di euro. Ma il funzionamento di quest’ultimo è appunto bloccato dal semplice adeguamento di un regolamento ministeriale, già operativo prima dei cambiamenti apportati dalla Riforma Fornero nei mesi scorsi: un ostacolo da rimuovere con la massima sollecitudine.

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