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Mutui, fra 18 mesi il primo mini-rialzo

Benché circa il 70% di chi stipula/surroga il mutuo oggi preferisca il tasso fisso, c’è da dire che la maggior parte dello stock esistente di prestiti ipotecari è a tasso variabile. Questa categoria di debitori è particolarmente attenta alle dinamiche dei tassi. E a dir la verità finora ha grandemente beneficiato delle politiche espansive della Banca centrale europea che dal 2015 ha portato il costo del denaro a 0, portando in negativo (fino all’attuale estremo di -0,4%) il tasso sui depositi delle banche private presso la Bce. Da questo tasso dipende l’andamento degli indici Euribor, sorvegliati speciali da chi ha un mutuo variabile. Perché è in base alla variazione di questi indici che fluttuano le rate dei mutui variabili. Dato che il tasso sui depositi è negativo (-0,4%) anche gli Euribor lo sono (-0,37% l’indice mensile e -0,33% l’indice trimestrale). Ciò significa che allo stato attuale il valore dell’Euribor anziché sommarsi allo spread per ottenere il Tan (Tasso di interesse nominale) del mutuo, si sottrae. Quanto durerà questa “pacchia” per l’universo dei mutuatari variabili? I mercati si aspettano che la Bce fra 18 mesi (quindi nel 2019) possa alzare di 10 punti base il tasso sui depositi portandolo a -0,3%. Il percorso di risalita dovrebbe proseguire lentamente, al passo di una tartaruga, fino a portare l’Euribor in territorio positivo nel 2020 (questo predicono oggi i contratti future sull’Euribor). Certo la normalizzazione in corso della politica monetaria della Federal Reserve potrà anche spingere la Bce ad accelerare i tempi di una via di uscita della strategia dei tassi ultrabassi. Ma il dato di fondo è che il primo anello della catena della politica monetaria è l’inflazione. E se l’inflazione non torna nell’Eurozona stabilmente intorno al 2% sarà difficile aspettarsi, anche se dall’altra parte dell’Oceano i tassi salgono, grossi movimenti sul fronte tassi. Per buona pace dei mutuatari variabili che potranno nei prossimi anni – a fronte di aumenti previsti davvero residuali – continuare a dormire sonni tranquilli. O, se non altro, poco agitati.

Vito Lops

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