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Mutui casa, vendita al miglior prezzo

ROMA
L’inadempimento per mancato pagamento del mutuo potrà scattare se la morosità è pari all’equivalente di 18 rate mensili o in relazione a una percentuale del finanziamento per la casa. Non solo. Nella vendita diretta dell’immobile del mutuatario inadempiente, la banca dovrà valorizzare il bene al miglior prezzo possibile, a prescindere dal debito residuo. Sono le due principali novità introdotte nei pareri delle commissioni Finanze al decreto mutui, rispettivamente dalla relatrice al Senato, Lucrezia Ricchiuti (Pd), e dal relatore alla Camera, Giovanni Sanga (Pd). Pareri che ieri hanno ottenuto il via libera condizionato in vista dell’emanazione finale del decreto attuativo della direttiva 17/2014/Ue. Ma non senza le proteste delle opposizioni, in particolare del Movimento 5 Stelle nella mattinata di ieri con un sit-in davanti al portone di Palazzo Chigi ha chiesto nuovamente al Governo il ritiro del provvedimento. Poi nel primo pomeriggio, al termine della votazioni, il deputato pentastellato Alessio Villarosa ha accusato la maggioranza di essere «dittatoriale» quando si parla di casa degli italiani e denunciato una «discussione inesistente» da parte dell’Esecutivo.
Dal canto suo, il Governo ha comunque già dato la sua ampia disponibilità a recepire le condizioni poste dalle due Camere per il via libera al decreto mutui. A Montecitorio, il viceministro dell’Economia Enrico Morando, secondo quanto riportato da Sanga, ha sottolineato che «il parere proposto dalla commissione rafforza lo schema di Dlgs». In contemporanea il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel question time in Aula ha ricordato che «il trasferimento del bene comporta l’estinzione totale del debito anche se il valore è inferiore al debito residuo mentre il consumatore ha diritto ad ottenere la differenza se questo valore è superiore al debito». Lo schema, ha concluso il ministro, «prevede quindi un patto marciano, non certo un patto commissorio che è vietato dal Codice civile». Sulle sofferenze dei mutuari, Padoan ha precisato che negli ultimi tre anni le esecuzioni immobiliari giudiziarie derivanti dal mancato pagamento delle rate dei finanziamenti per le case si sono ridotte. Citando i dati del ministero della Giustizia «sono stati 71.535 i procedimenti nel 2013, 68.400 nel 2014 e 55.867 nel 2015».
Tornando ai contenuti dei pareri, la principale novità arriva dalla Camera che punta a impegnare la banca «a valorizzare l’immobile al miglior prezzo di realizzo possibile». E questo, come spiega il relatore Sanga, «indipendentemente dall’ammontare del debito residuo». Mentre il Senato rimette al Governo la possibilità di definire l’inadempimento in seguito alle 18 rate mensili non versate o in alternativa in percentuale al mutuo. Secondo le indicazioni della relatrice, le due ipotesi dovrebbero essere alternative e l’eventuale quota dovrà essere definita con un decreto ministeriale. Nel complesso si confermano le anticipazioni degli ultimi giorni, come la richiesta al Governo di tutelare il mutuatario sia con un’adeguata informazione sugli effetti della nuova clausola al momento della sottoscrizione sia lasciandogli l’ultima parola sulla cessione dell’immobile senza passare dall’asta giudiziaria. Nessuna possibilità di equivoco sull’applicazione retroattiva delle nuove regole, che dovranno – secondo le indicazioni parlamentari – riguardare i contratti stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo.
Tuttavia, la procedura che sembra delinearsi dai pareri parlamentari lascia aperta una serie di questioni giuridiche. A cominciare dal «terzo creditore», ossia con la vendita diretta della casa da parte della banca in caso di morosità gli eventuali altri creditori del mutuatario si troverebbero su un piano inferiore rispetto all’istituto di credito per far valere le proprie pretese.

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