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Mutui casa, spinta da 2 miliardi

Boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare, per l’edilizia e per acquirenti e mutuatari in difficoltà. In tutto arrivano 2,2 miliardi di euro, destinati prioritariamente al sostegno delle fasce sociali più colpite dalla crisi.
Il «pacchetto casa» approvato ieri dal Consiglio ministri, prevede un intervento di Cassa Depositi e Prestiti per almeno 2 miliardi di euro per alimentare il mercato dei mutui per la prima casa. Sono stati inoltre stanziati 200 milioni di risorse statali per sostenere categorie di inquilini e mutuatari in difficoltà. Con una novità: un fondo da 40 milioni di euro tutto dedicato al soccorso degli inquilini morosi cosiddetti «incolpevoli», cioè le famiglie diventate insolventi a causa della perdita del loro reddito.
Una ricaduta ulteriore si avrà dall’abolizione dell’Imu sul social housing e sul cosiddetto magazzino delle imprese. L’esenzione si tradurrà, nella previsione del governo, in un nuovo slancio di programmi di housing sociale, a cominciare dal fondo per il il social housing gestito dalla stessa Cdp, che ha finora speso ben poco dei suoi 2 miliardi disponibili.
Sulla casa si rafforza il ruolo di Cdp, che potrà agire in due modi. Il primo è il finanziamento della banca nella concessione di prestiti sia per acquistare la prima casa sia per ristrutturarla fruendo degli sgravi fiscali (del 65 e del 50%). Il finanziamento alle banche, al pari di quanto avviene per la amministrazioni pubbliche (tradizionali clienti di Cdp) avviene a condizioni agevolate. Servirà però una convenzione Cdp-Abi. Cdp potrà inoltre sottoscrivere obbligazioni frutto di cartolarizzazioni di crediti che hanno come garanzia portafogli di mutui garantiti da ipoteca sulla prima casa. In questo caso la banca che emette l’obbligazione è tenuta a utilizzare i soldi di Cdp per concedere altri mutui prima casa.
Una dote di 160 milioni viene destinata a rifinanziare tre misure esistenti di sostegno ad affittuari e acquirenti di prima casa. Si tratta del fondo di sostegno all’affitto (legge 431/1998, articolo 11, comma 1), che era esaurito da due anni e che viene invece “ricaricato” con 60 milioni. Altri 60 milioni andranno all’acquisto di alloggi da parte di giovani coppie (Dl 25 giugno 2008, n. 112, articolo 13, comma 3-bis). In questo caso c’è una novità importante, perché tra i beneficiari sono stati inclusi anche i lavoratori atipici (sotto i 35 anni), che si aggiungono alle giovani coppie, ai “nuclei monogenitoriali” con figli minori. Questi giovani lavori precari, se hanno un reddito fino a 35mila euro, potranno chiedere un mutuo di massimo 200mila euro, di cui il fondo potrà garantire fino al 50%. Anche il fondo per la sospensione fino a 18 mesi delle rate di mutuo per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato, con 40 milioni (legge 244/2007, articolo 2, comma 475). Infine, c’è il nuovo fondo a sostegno degli affittuari morosi «incolpevoli», attivato con 40 milioni.
Il piano casa approvato dal Cdm prevede interventi per 4,4 miliardi, 4 miliardi a carico della Cdp e 400 milioni di interventi sociali», ha sintetizzato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi in conferenza stampa, includendo nel conto anche i due miliardi del fondo per l’abitare gestito da Cdp Investimenti Sgr, cioè il maxi fondo immobiliare operativo dal 2010 ma che finora, per vari motivi, non ha risposto alle aspettative.
L’ok al decreto, e in particolare delle misure sui mutui, ha visto il plauso immediato delle imprese dell’edilizia. «Le misure a favore dei mutui e la revisione sull’Imu con l’eliminazione di quella sull’invenduto approvate oggi dal Governo Letta sono uno strumento fondamentale per far ripartire l’edilizia e per ridare alle famiglie la possibilità concreta di acquistare casa», ha detto il presidente Ance, Paolo Buzzetti, il quale ha voluto anche sottolineare che «questo Governo ha intrapreso una nuova politica economica che vede l’edilizia come motore della crescita».

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