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Mutui boom nel 2014: la crescita è del 32,5%

Il dato era atteso e già in parte annunciato. Ma dopo la nota di ieri diffusa dall’Abi, la ripresa dei mutui rispetto all’annus horribilisdel 2013 e alla stretta del 2012 ora è ufficiale: l’anno scorso l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 25,283 miliardi di euro rispetto ai 19,085 miliardi del 2013. Con una crescita su base annua del 32,5%. Un significativo segnale di miglioramento dello scenario creditizio – dopo il crollo degli anni passati – che fa guardare con maggiore fiducia al 2015 sia per il mercato immobiliare che più in generale per l’economia italiana.
«I dati relativi all’intero 2014 evidenziano – spiega l’Associazione bancaria – la ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni». Secondo il campione preso in considerazione dall’Abi, composto da 84 banche che fanno i quattro quinti del mercato italiano, le erogazioni hanno appunto superato i 25 miliardi, molto al di sopra sia del dato del 2013 (19 miliardi) che di quello del 2012 «quando – ricorda la nota – si attestarono sui 20,712 miliardi di euro». Si tratta dunque dell’inizio di un nuovo boom? Per tornare ai livelli record del 2008 è sicuramente ancora presto. Ci sono infatti ancora alcune spie che convincono a rimanere cauti. Innanzitutto il dato delle surroghe: «L’ammontare dei nuovi mutui che derivano da rinegoziazioni di mutui preesistenti è stimabile in circa il 18% delle erogazioni». Si tratta dunque di ben 4,6 miliardi di euro. Un’altra spia che sembra confermare la corsa degli italiani a rinegoziare il proprio mutuo per pagare qualche euro in meno è anche il dato in aumento del tasso variabile. Che nel 2014 è stato scelto nel 77,5% delle nuove erogazioni complessive. Un valore poco superiore a quello del 2013 (era il 77,1%), ma molto più alto rispetto al 70,7% del 2012.
Ma che cosa ci aspetta per il 2015? Tutte le previsioni confermano una crescita delle erogazioni. Nomisma a esempio azzarda un +18% rispetto al 2014. Anche perché secondo i principali osservatori i clienti dovrebbero godere di spread ancora in discesa, che si attesteranno in media fra l’1,6% e il 2,1. A favorire il trend di crescita dei mutui saranno anche gli effetti del quantitative easingdella Banca centrale europea e le prospettive ancora stagnanti dell’economia del Vecchio continente che lasciano intravedere una lunga stagione di tassi ai minimi.

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