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Mutui a tasso zero al decollo

Tutto pronto per il decollo del bonus per giovani e donne. Parliamo delle «Nuove imprese a tasso zero», strumento che prende il posto del sostegno all’autoimprenditorialità. Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione che, oltre a essere in possesso del requisito della prevalente partecipazione da parte di giovani tra i 18 e i 35 anni ovvero di donne, siano costituite in forma societaria da non più di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda. Potranno inoltre presentare la domanda di agevolazione anche le persone fisiche non ancora costituite in forma societaria, fermo restando l’onere per le stesse di costituzione entro ristretti termini (45 giorni) dalla data di comunicazione del positivo esito delle verifiche istruttorie sul merito del piano d’impresa presentato in sede di domanda. La misura si estenderà all’intero territorio nazionale e non prevederà più l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di mutui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa). Il regolamento ministeriale attuativo del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9 (c.d. «Destinazione Italia») è arrivato al ministero dell’economia dopo aver ricevuto l’ok del ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi.

Soggetti beneficiari. Sotto il profilo dei soggetti beneficiari, lo schema, all’articolo 5, prevede che potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione che, oltre a essere in possesso del requisito della prevalente partecipazione da parte di giovani tra i 18 e i 35 anni ovvero di donne, siano costituite in forma societaria da non più di dodici mesi dalla data di presentazione della domanda. Tale previsione dovrebbe favorire la costituzione di nuove imprese che siano realmente in possesso di un piano di impresa sostenibile, posto che la mancata positiva valutazione del piano d’impresa medesimo può costituire un disincentivo alla costituzione dell’impresa ritenuta sprovvista del necessario potenziale di affermazione nel mercato, scongiurando, inoltre, l’aggravio degli oneri di costituzione.

 

Finanziamento. Alle imprese giovanili e femminili verrà concesso un finanziamento a tasso zero, a copertura del 75% delle spese ammissibili, che non potranno eccedere l’importo massimo di 1,5 milioni. Il conseguente risparmio di interessi è assoggettato alla normativa de minimis. Le imprese dovranno rispettare la soglia massima di aiuti, pari a 200 mila euro (o 100 mila per il settore trasporti), concedibile a tale titolo nell’arco di tre esercizi finanziari. In particolare, saranno ammesse alle agevolazioni le iniziative relative alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio, del turismo, della trasformazione dei prodotti agricoli, all’erogazione di servizi in qualsiasi settore, al commercio e al turismo, «agli ulteriori settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile» Rientrano tra le spese ammissibili, suolo aziendale, fabbricati e opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi per l’Itc, brevetti, licenze e marchi, consulenze specialistiche. Saranno finanziabili anche i costi sostenuti per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti.

Il finanziamento dovrà essere restituito in otto anni e dovrà essere assistito dalle garanzie previste dal codice civile e da privilegio speciale. L’impresa beneficiaria avrà, inoltre, l’obbligo di dimostrare la copertura del 25% dell’investimento complessivo con mezzi propri o finanziamenti di terzi.

Soggetto gestore. Sotto il profilo della gestione dell’intervento, l’articolo 23 del decreto legislativo n. 185/2000 assegna a Invitalia il compito di «provvedere alla selezione ed erogazione delle agevolazioni, anche finanziarie, e all’assistenza tecnica dei progetti e delle iniziative presentate ai fini della concessione delle misure incentivanti» previste dallo stesso decreto legislativo. Lo schema in esame individua in Invitalia il soggetto gestore, che a tal fine stipulerà con il ministero dello sviluppo economico, sentito anche il ministero dell’economia e delle finanze, un’apposita convenzione, con oneri a carico delle risorse finanziarie destinate all’intervento, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 123/1998. Le domande saranno istruite nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse stanziate annualmente sull’apposito fondo rotativo istituto presso il Mef. Invitalia valuterà, in particolare, le competenze dei proponenti, l’introduzione di soluzioni innovative, le potenzialità del mercato di riferimento, la sostenibilità economico finanziaria. Per la presentazione delle domande, però, bisognerà ancora attendere. Il termine iniziale di apertura dello sportello, presso Invitalia, soggetto gestore della misura, sarà, infatti, determinato da un prossimo decreto dirigenziale.

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