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Mustier rilancia Milano: con Brexit sarà capitale europea della finanza

L’ambizione è nota: dopo la Brexit, Milano punta ad affermarsi come uno degli hub europei della finanza. La sfida non è facile, visto che subito dopo il referendum britannico diverse capitali europee – da Parigi e Madrid – si sono mosse per attirare competenze e capitali in fuga da Londra. Ma da tempo anche il capoluogo lombardo sta provando a giocarsi al meglio le sue carte. A tifare apertamente per Milano è ora anche UniCredit. Tanto che il suo amministratore delegato Jean Pierre Mustier è sceso direttamente in campo per promuovere la città milanese davanti a una platea di quasi 170 fondi di investimento globali: si tratta di alcuni dei più grandi operatori al mondo, riuniti proprio a Milano per la tradizionale Italian Investment Conference 2017, organizzata dalla stessa UniCredit e Chevreux. Milano, dice il manager francese, «può essere davvero la prima città d’Europa a beneficiare dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue». Il banchiere d’Oltralpe snocciola davanti ai fund manager gli aspetti positivi di un capoluogo che sa farsi apprezzare per la sua vocazione internazionale. Lo conferma la presenza di oltre 270mila cittadini stranieri in rappresentaza di 152 nazionalità. Non a caso, ricorda Mustier dal palco dell’UniCredit Pavilio di, Milano «già oggi, dopo New York, è la città in cui ci sono più consolati al mondo». Non solo. Il manager ricorda che Milano è la città «con il maggior Pil in Europa e ci sono università straordinarie come la Bocconi». Fattori, questi, che possono attrarre capitale umano. UniCredit, con la sua divisione Corporate&Investment Banking, punta a intercettare una parte del business potenziale che si potrà creare dal volano di opportunità generato dal post-Brexit. Mustier non lo nasconde. E sottolinea che «anche Amundi, dopo aver acquistato Pioneer da noi, ha deciso di lasciare qui la sede e di assumere a Milano altri 300 dipendenti», dice Mustier. Che si lancia in un autentico spot per la città. «Posso dire che questa città non è come me l’aspettavo: è decisamente molto molto meglio. È una città meravigliosa in cui vivere. È una città internazionale e anche il clima è perfetto», ha concluso. Uniche pecche negative? «Le zanzare e la nebbia», conclude scherzando il manager. Una visione, quella sulle potenzialità di Milano, condivisa anche dall’amministratore delegato di Prysmian, Valerio Battista, secondo cui Milano «ha fatto un grande balzo negli ultimi venti anni».
La due giorni milanese dell’Italian Investment Conference, che si concluderà oggi, ha chiamato a raccolta i top manager (ceo e cfo) di 55 società italiane quotate, tutte quotate, che valgono più del 50% del mercato italiano. Colossi industriali che vanno, solo per fare qualche esempio, da Atlantia a Telecom, da Eni a Enel, da Buzzi a Luxottica, da Salini a Technogym ad Astaldi. Per loro, la possibilità di avere incontri one-to-one con 168 maggiori investitori globali, come assicurazioni, fondi long-only, hedge fund, operatori provienienti da 14 paesi, come Fidelity, Momentum, Axa, Pioneer Anima o Dnca.

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