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Mustier, Morelli, Ermotti: si apre il risiko dei banchieri

milano – Non solo il risiko delle banche; c’è anche quello dei banchieri e coinvolge direttamente top manager italiani, contribuendo a scompaginare gli equilibri finanziari, incrociandosi con la partita, appena cominciata, del consolidamento bancario. Da un lato Marco Morelli non si ricandida per la guida di Mps, dall’altro il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, dato come papabile per la poltrona di Hsbc mentre in Ubs, come ceo al posto di Sergio Ermotti, arriverà a novembre l’olandese Ralph Hamers, 53 anni, oggi alla guida di Ing Group.

Per il governo italiano si è aperto l’ennesimo fronte Montepaschi, quello del rinnovo dei vertici. Marco Morelli — arrivato alla guida dell’istituto nel settembre 2016 e poi rinnovato dal Tesoro dopo il salvataggio di Stato — ha ufficializzato la sua «indisponibilità» a ricoprire l’incarico di amministratore delegato per un nuovo mandato, in vista dell’assemblea del 6 aprile per il rinnovo del board. «È stata un’esperienza di tre anni e mezzo umanamente e professionalmente straordinaria», ha scritto Morelli in una nota, «la banca ha riconquistato il posto che merita sul mercato». Morelli l’aveva già fatto sapere informalmente al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ancora mercoledì aveva speso parole di elogio per il 58eenne banchiere romano: «Vorrei fare i complimenti all’ad e alla squadra, i dati sono molto positivi».

Tra le ipotesi di successione, si parla del cfo di Mps, Andrea Rovellini, di Alessandro Decio (ex Sace), di Marina Natale (ceo di Amco, la bad bank del Tesoro) ma altri nomi potrebbero emergere dalle interlocuzioni di questi giorni.

Morelli lascia Mps a metà del piano di ristrutturazione 2017-2021 e mentre è in corso la trattativa tra Tesoro e Commissione Ue sull’ok al piano di cessione dei crediti deteriorati (npl) ad Amco. Una pulizia del bilancio necessaria per rendere la banca appetibile per un acquirente o per un’integrazione. In base agli accordi con la Ue, il Tesoro deve uscire da Mps entro il 2021 e deve indicare prossimamente come intende farlo. Essendo venuti meno di fatto due soggetti potenzialmente sposabili con Mps — Intesa Sanpaolo e Ubi — restano le combinazioni potenziali con Banco Bpm o con Bper — sebbene per quest’ultima il primo azionista, Carlo Cimbri di Unipol, ieri abbia escluso altre mosse almeno per quest’anno. Alla fine il Tesoro, secondo alcuni osservatori, potrebbe anche procedere a un collocamento in Borsa, anche se questo comporterebbe una perdita secca per lo Stato. Intanto sempre nell’ambito dei salvataggi, per la direzione generale della PopBari starebbe prendendo quota la candidatura di Paolo Alberto De Angelis (Bnl); in gara si cono anche Piergiorgio Peluso (ex Tim) e Giovanni Capitanio (già commissario Carife).

Il risiko bancario innescato da Intesa Sanpaolo ha riacceso i riflettori anche su Unicredit. Il ceo Mustier ha sempre escluso acquisizioni; ma se lasciasse la banca il quadro potrebbe mutare. Secondo voci circolate ieri e non commentate da Unicredit, Mustier è tra i principali candidati a guidare Hsbc, che ha appena annunciato un maxipiano di ristrutturazione con 35mila esuberi. Non è la prima volta che il 59enne francese è indicato per un grande gruppo europeo: prima Deutsche Bank, più di recente SocGen. Il gigante britannico è guidato da agosto ad interim da Noel Quinn dopo l’estromissione repentina di John Flint e il processo di nomina del ceo è ancora in corso.

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