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Mustier lascia Varsavia e incassa 3 miliardi

Via dalla Polonia, nonostante i ricchi utili garantiti in questi anni da Bank Pekao (in media il 10-15% della redditività complessiva di Piazza Gae Aulenti arrivava da lì). Ieri Unicredit (+2,98% in Borsa) ha annunciato la vendita del 32,8% della banca all’assicurazione pubblica Pzu e al veicolo statale Pfr: insomma, agli unici acquirenti possibili per la Pekao, dopo che il governo di Varsavia ha deciso la rinazionalizzazione del sistema finanziario, finora controllato al 70% da grandi gruppi stranieri, dopo la massiccia compagna di privatizzazioni lanciata agli albori del Duemila. All’epoca, sotto la guida di Alessandro Profumo, la banca investì massicciamente nei paesi dell’Europa dell’Est. Ma la Polonia (dove entrò nel 1999) è sempre stata il fiore all’occhiello, sia per redditività sia per dimensioni. Ora il cambiamento di strategia, che ha permesso a Jean Pierre Mustier di portare a casa 2,4 miliardi di euro (più altri 142 milioni per tre società minori, tra cui Pioneer Pekao). Il beneficio, in termini di Cet1, è di 55 punti base. Insieme all’altro pezzo dell’operazione – il collocamento presso investitori istituzionali di Certificati che consentiranno entro il 2019 di cedere il 7,3% del capitale residuo di Bank Pekao ancora controllato da Unicredit – l’incasso è nell’ordine dei 3 miliardi di euro. Meno delle prime stime che erano circolate – quando si parlava di 3,5 miliardi – ma comunque la vendita di ieri è avvenuta ad un multiplo di 1,42 volte il patrimonio netto della Pekao.
Due elementi hanno spinto alla vendita: il primo, fondamentale, è la necessità per Mustier di ripatrimonializzare la banca. Il velo sulle varie misure verrà alzato il 13 dicembre e le dismissioni fanno parte del pacchetto: finora Unicredit ha portato a casa circa 5 miliardi dalla vendita del 20% di Fineco e dalla Pekao (più altre partecipazioni minori, nell’It e nelle carte elettroniche); altri 3,5 miliardi dovrebbero entrare a brevissimo, con la cessione di Pioneer ad Amundi (oltre alla supercedola che verrà staccata, a favore di Unicredit, prima della vendita ai francesi). Entro fine anno potrebbero essere deconsolidati anche 20 miliardi di crediti problematici (per la cessione è in pole position Fortress) ma solo ad operazione conclusa si capirà l’impatto sul patrimonio. Il resto sarà l’aumento di capitale che la banca lancerà sul mercato, nei primi mesi del 2017: si parla di una cifra fino a 13 miliardi.
C’è tuttavia un’altra ragione che ha spinto Unicredit a scegliere di uscire da Bank Pekao: la legislazione sempre più stringente che la Polonia sta adottando in campo finanziario, che impedisce di spingere sul versante delle sinergie infragruppo per la banca italiana.

Vittoria Puledda

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