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Mussari, un giorno in Procura i pm: ora tutta la verità sul Monte

Da indagato potrà avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma se oggi Giuseppe Mussari deciderà di rispondere, il faccia a faccia con i magistrati della Procura di Siena — che lo hanno indagato per l’acquisto Antonveneta e per i “derivati” che hanno messo in crisi il Montepaschi che governava — sarà abbastanza lungo. Cose da spiegare, il manager ne avrà tante. A cominciare appunto dall’acquisto di Antonveneta da Santander, a 9.3 miliardi, nel novembre 2007, quando la banca spagnola aveva pagato pochi mesi prima l’istituto padovano 6.3 miliardi.
I magistrati senesi vogliono capire se la plusavalenza di circa 3 miliardi abbia generato tangenti, e dove siano finiti eventualmente i soldi. L’altro argomento riguarda i titoli tossici “Alexandria” e “Santorini”. Infine, terzo punto, Mussari dovrà chiarire se ha nascosto informazioni alla Banca d’Italia ed alla Consob che avallarono le due operazioni. Tre vicende che sono il “cuore” dell’inchiesta della Procura di Siena protesa a chiarire le eventuali responsabilità di quanti, insieme a Mussari, hanno provocato un terremoto finanziario sia all’interno della Fondazione che del Monte.
Con Mussari sono indagati l’ex direttore generale Antonio Vigni (sarà interrogato mercoledì prossimo), l’ex responsabile dell’area finanza Gianluca Baldassarri, l’ex presidente del collegio sindacale, Tommaso Di Tanno, l’ex presidente del collegio dei revisori Leonardo Pizzichi e l’ex componente del collegio dei revisori Pietro Fabretti.
Ma nel mirino dei magistrati sono finiti anche due dirigenti di Montepaschi, Daniele Bigi e Marco Morelli. Il primo fu preposto alla redazione dei documenti contabili del Montepaschi e partecipò insieme all’ex direttore generale Antonio Vigni e Giuseppe Mussari alla “conference call” del 29 luglio 2009 con i vertici di Nomura a Londra: un confronto che riguardava, appunto, l’acquisizione dei derivati “Alexandria” e “Santorini”. Bigi è un personaggio chiave dell’indagine e potrebbe riferire eventuali retroscena sulla vicenda. Marco Morelli, all’epoca ex vice direttore generale di Montepaschi, partecipò attivamente all’operazione Antonveneta che era stata avviata dal suo predecessore Daniele Pirondini (poi subito sostituito).
Insomma: a cominciare da oggi andrà in scena una vera e propria maratona giudiziaria che chiamerà in causa anche altri testimoni. Tra questi l’ex manager di Rotschild, Alessandro Daffina, che per conto di Montepaschi curò l’acquisto dell’Antonveneta.
Per ultimo, non si sa quando, sarà interrogato come indagato un altro personaggio chiave dell’inchiesta, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area Finanza della banca senese. E’ il dirigente che, insieme al collega Marco Pontone, ha ricevuto accuse tra le più scomode. Secondo il testimone Antonio Rizzo, i due hanno intascato tangenti a percentuale fissa, tanto da essere ribattezzati “i due del 5%”.

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