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Mussari confermato al vertice Abi

Il comitato esecutivo dell’Abi, all’unanimità, ha indicato ieri Giuseppe Mussari come presidente dell’associazione di Palazzo Altieri, riconfermandolo nella carica per altri due anni. È quanto ha annunciato il coordinatore dei saggi, Alessandro Azzi al termine della riunione. L’ex presidente del Monte dei Paschi, in precedenza alla guida dell’omonima fondazione, era in carica da due anni e sin dall’inizio naturalmente candidato alla conferma. Ma il procedimento che doveva portare alla reinvestitura dell’avvocato cinquantenne nato a Catanzaro aveva subìto una battuta d’arresto il 16 maggio scorso, quando, in seguito all’apertura delle indagini sulla gestione del Monte dei Paschi (per le quali Mussari non è indagato) con l’ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza, i saggi avevano optato per una pausa di riflessione. Inoltre, un paio di settimane fa l’ex banchiere è stato rinviato a giudizio per concorso morale nei reati di falso e turbativa d’asta nella gara per la costruzione dell’aeroporto di Ampugnano.
Ieri gli indugi sono stati sciolti, anche perché non si è profilata alcuna candidatura alternativa: «Abbiamo presentato al comitato esecutivo – ha detto il coordinatore dei cinque saggi dell’Abi e presidente di Federcasse, Alessandro Azzi – l’unica candidatura emersa, che si fonda sull’apprezzamento del lavoro svolto da Mussari come presidente negli ultimi due anni. La proposta è stata approvata all’unanimità». Insieme ad Azzi era presente il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il quale ha smentito di essere stato contrario alla rielezione dell’attuale presidente. Il rinvio della rielezione, ha spiegato Bazoli, «è stato dovuto solo per una pausa di riflessione, nel rispetto dell’opinione pubblica e dell’Autorità» a seguito dell’inchiesta penale che ha coinvolto i vertici Mps, di cui Mussari è stato presidente. «Verificato questo – ha spiegato Bazoli – si è proceduto». Il rinvio è stato condiviso dallo stesso candidato, che, come si è detto, nell’inchiesta non è indagato. Bazoli ha affermato che «c’è stata qualche interpretazione che non corrisponde al vero. Io – ha aggiunto – sono stato indicato, in qualità di rappresentante del gruppo Intesa Sanpaolo come se avessi espresso dubbi e riserve sulla candidatura assieme al rappresentante di UniCredit». Bazoli ha sottolineato come invece proprio Mussari sia espressione dei due maggiori gruppi e delle grandi banche che lo statuto Abi prevede si alternino alla guida dell’associazione con istituti minori ogni due mandati. A Mussari spetta ora un compito gravoso. Sulle banche non si appuntano solo le critiche nei rapporti con la clientela (aspetto su cui il presidente Abi ha già lavorato con le associazioni dei consumatori) ma gravano anche i problemi connessi con la crisi economica e con quella dei debiti sovrani. Gli istituti italiani, poi, accusano il peso dei maggiori requisiti di capitale imposti dall’Eba che nella scelta dei tempi ha penalizzato fortemente il valore dei titoli di stato in portafoglio imponendo costose ricapitalizzazioni; intanto, però, le imprese imputano alle banche una riduzione dell’offerta di prestiti che la liquidità Bce ha alleviato solo in parte.

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