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Mussari bis, l’Abi rinvia

MILANO — La fumata nera, ha chiarito subito Giovanni Bazoli, non ha a che vedere con le vicende del Montepaschi. Sulla riconferma di Giuseppe Mussari alla presidenza dell’Abi al momento non ci sono ripensamenti. Ma qualche riflessione sì. I saggi che ieri avrebbero dovuto indicare il nome al comitato esecutivo hanno preferito rinviare. «Non era questo il termine entro il quale decidere» ha spiegato il presidente di Intesa Sanpaolo, sgombrando così il campo dalle possibili interpretazioni sullo slittamento di una scelta data fin qui per scontata.
Non era ancora scoppiata però la bufera sul Montepaschi, di cui Mussari è stato presidente fino a fine aprile, che avrebbe indotto ieri i saggi a prendere tempo. Anche se il banchiere non è indagato più d’uno avrebbe suggerito cautela, facendo presente che c’è ancora tutto il tempo per decidere. Una posizione che sarebbe condivisa da Intesa Sanpaolo e Unicredit, i due grandi elettori dell’Abi, che pur restando favorevoli all’idea della riconferma avrebbero auspicato il rinvio a fine giugno, per fare anche un ultimo giro di verifiche. «Contavamo di arrivare con una proposta» ha spiegato il presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, portavoce del comitato dei saggi dell’Abi, «il lavoro di consultazione si è avviato — ha aggiunto — e sta procedendo ma non siamo ancora in condizione di arrivare alla proposta perché tutti impegnati in una serie di incombenze ed emergenze. Ci riprogrammiamo per il comitato esecutivo del 20 giugno». In effetti ieri c’erano diversi assenti al comitato esecutivo. Nel rispetto della tradizione sarà dunque l’ultima riunione del comitato esecutivo prima dell’assemblea annuale dell’Abi a scegliere il nome che l’11 luglio dovrà essere votato dagli associati.
L’unica incognita sulla strada che dovrebbe portare Mussari alla riconferma viene dalla Procura di Siena. Il banchiere non è indagato e, secondo alcune ricostruzioni, dall’indagine sull’operazione Antonveneta che coinvolge in particolare la Fondazione Montepaschi (di cui Mussari è stato presidente prima di guidare la banca), Rocca Salimbeni potrebbe anche uscire come parte lesa.
Il mese di tempo che i saggi dell’Abi hanno deciso di prendersi sarà utile anche per capire dove andrà a parare l’inchiesta. Gli ispettori hanno effettuato perquisizioni sia negli uffici sia nell’abitazione di Mussari, oltre che in quelle dei dirigenti indagati. Certo è che se il banchiere dovesse decidere di non essere disponibile per un nuovo mandato — Mussari non ha ancora sciolto le riserve sulla riconferma — si aprirebbe un problema. Il nuovo statuto prevede una rotazione quadriennale tra grandi banche (di cui Mussari è esponente) e piccole: Popolari, Bcc, Casse di risparmio, che dunque rivendicherebbero il diritto di mettere un loro uomo al vertice dell’Abi.

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