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Mussari: banche solide, non hanno lasciato le imprese

di Stefania Tamburello

ROMA — L’approvazione della manovra economica, «deve essere più rapida che mai» per dimostrare che «il paese è unito, capace di fare i sacrifici necessari» . Giuseppe Mussari, presidente di Mps e dell’Abi a nome delle banche aderenti all’associazione chiede al governo di dare al più presto, col via libera al decreto correttivo dei conti pubblici, «un segnale al mercato» , per fermare la speculazione che negli ultimi giorni ha avuto proprio nei titoli bancari e nei titoli di Stato italiani il bersaglio preferito. Per favorire rapidità d’azione di governo e Parlamento le aziende di credito hanno deciso di accantonare per ora le richieste di modifica sulle misure ipotizzate, prima fra tutte quella che appesantisce l’Irap, «che potranno essere corrette in seguito, quando le condizioni lo consentiranno» , sottolinea Mussari aprendo con la sua relazione l’assemblea annuale dell’associazione. Per ora «le richieste al governo non devono costare un euro» , aggiunge sollecitando un «coraggioso» piano di «liberalizzazioni, di semplificazioni e di privatizzazioni» . C'è poi la necessità di sbloccare la realizzazione delle infrastrutture senza le opere compensative. «Rilanciamo la legge Obiettivo, individuiamo venti opere da far partire in un mese. Qui c'è la possibilità di far ripartire la crescita con risorse private e le banche faranno la loro parte» sottolinea poi Mussari confermando che le banche «sono pronte a supportare in maniera decisiva» l'avvio della ripresa. «Nonostante tutto, in questi anni difficili, il credito alle imprese non è mai mancato» e negli ultimi mesi «i prestiti stanno aumentando a un ritmo superiore a quello degli altri Paesi europei» con un incremento del 6,5%su base annua, sostiene. «Non ci lasciamo scoraggiare» afferma quindi il numero uno dell’associazione di Palazzo Altieri riferendosi agli attacchi speculativi degli ultimi giorni che sembrano «non riconoscere la solidità dei nostri fondamentali» . Invece i gruppi italiani «sono orgogliosi della loro solidità, che è anche frutto di una rigorosa vigilanza della Banca d'Italia. Confidiamo nel superamento delle prove di stress test» i cui risultati verranno resi noti domani. «Sappiamo che anche una volta che gli stress test saranno stati superati, i nostri risultati saranno oggetto di uno scrutinio severo. Non lo temiamo ma pretendiamo identici parametri di valutazione e di giudizio per i nostri competitor e che il livello del piano di gioco sia reso pubblico per tutti i partecipanti» . Mussari, dopo aver ribadito le critiche all’accordo di Basilea3 che, dice, penalizza il credito alle piccole e medie imprese, si sofferma sulle trattative, appena avviate, sul rinnovo del contratto dei 330 mila bancari. Eventuali aumenti salariali, insiste, devono «essere solo e unicamente collegati a reali miglioramenti della produttività» . Perché altrimenti, l’alternativa, è il «declino» del settore. Quanto al recupero di efficienza, sollecitata anche dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel suo intervento all’assemblea dell’associazione, «è fondamentale il controllo dei costi sia dei processi che del personale» . In quest’ottica Mussari avanza l’idea di «soluzioni di carattere consortile con le quali mettere in comune parti più o meno significative di attività bancaria non concorrenziale» come il back office. L’assemblea dell'Abi ha approvato il nuovo statuto dell’associazione che prevede, fra l'altro, l'alternanza alla presidenza fra grandi e piccole banche ogni due mandati.

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