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Musica e film, basta il cellulare

di Mari Pada 

Il telefonino diventa carta di credito, ma solo per gli acquisti di materiale digitale come canzoni, film, suonerie, news. Il chiarimento è arrivato dalla Banca d'Italia che ha regolato, dopo una consultazione approfondita, i pagamenti in mobilità. Molto attesi dagli operatori del settore erano in particolare i limiti della deroga che già consentiva l'addebito di un acquisto sul credito telefonico, chiarendo che esso è possibile solo nei casi in cui le operazioni di pagamento siano riferibili all'acquisto di beni o servizi digitali.

Nel caso invece in cui le operazioni si riferiscano all'acquisto di beni o servizi fisici, come, ad esempio, i biglietti dell'autobus o l'acquisto di uno snack al distributore, il provvedimento attuativo di Bankitalia evidenzia che non è possibile l'addebito sul credito telefonico, ma che sarà possibile qualora l'operatore telefonico diventi un operatore di pagamento riconosciuto da Banca d'Italia (Istituto di moneta elettronica o Istituto di pagamento) assoggettandosi ai medesimi vincoli, obblighi e presidi di sicurezza di un operatore bancario (provvedimento di «Attuazione del Titolo II del decreto legislativo n. 11 del 27 gennaio 2010» (Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2011).

Paga in contanti o con cellulare? Il mercato dei Mobile Payment si stima essere 60 miliardi di dollari come volume di transazioni, con una proiezione a 150 nel 2012 (60 money transfer, 40 online shopping, 50 mobile contactless payment). Uno studio prodotto da Juniper Research prevede che il valore totale di mobile payment per beni fisici e digitali raggiungerà 670 miliardi di dollari nel 2015 partendo dai 240 miliardi attuali. Segno che anche in Italia arriverà l'ondata del pagamento virtuale.

Era allora atteso dagli operatori del settore (sia quelli bancari che quelli non bancari) il provvedimento di Bankitalia che fornisce importanti indicazioni, sui seguenti ambiti: applicazione della disciplina sui servizi di pagamento (ambiti di applicazione oggettivo e soggettivo), spese applicabili alla clientela, modalità per la corretta esecuzione degli ordini di pagamento e le responsabilità che gravano sulle parti coinvolte, micro pagamenti, profili di sicurezza dei pagamenti elettronici.

Particolarmente soddisfatto il circuito Bemoov di Movincom Consorzio italiano di 750 esercenti attivi sul canale mobile, nato per contribuire allo sviluppo sistemico e organico del mobile business. «Bemoov», commenta Enrico Sponza, vicepresidente Movincom, «è pienamente conforme alle indicazioni emanate dalla Banca d'Italia». Come funziona il circuito? Per l'acquisto di servizi e beni, anche fisici (come, ad esempio, un biglietto dell'autobus, già possibile a Firenze, Padova e presto in altre città), l'utente deve semplicemente registrarsi, una sola volta per tutti i servizi, sul proprio Operatore di Pagamento tramite il sito www.bemoov.it, e fornire i dati dello strumento di pagamento su cui intende addebitare gli acquisti (ad es. una carta di credito, un conto corrente o in futuro un conto di pagamento di un operatore telefonico). Con questa sola operazione, si è poi abilitati al pagamento via cellulare attraverso modalità diverse a seconda del tipo di acquisto e di servizio, dall'invio di un semplice sms all'utilizzo di applicazioni per smartphone.

Altro operatore è Poste Italiane, che collegando la sim card del cellulare a un conto Bancoposta o a una carta di credito ricaricabile Postepay permette di pagare bollette, di ricaricare il cellulare, anche con cadenze prefissate, di fare acquisti online.

Ma non finisce qui. Si stanno creando canali di pagamento diversi da quelli tradizionali.

PayPal ha di recente svelato una nuova funzione di pagamento peer-to-peer per chi ha Android, il sistema operativo che usano i cellulari concorrenti all'iPhone, e che serve per permettere i pagamenti da una persona all'altra.

Poi esiste Twitpay, che permette di fare donazioni a enti benefici o comprare giochi per il proprio smartphone.

Square, ancora, grazie a un lettore che si collega agli smartphone o all'iPad, permette a chiunque di accettare pagamenti con carte di credito. Solo nei primi tre mesi ha già raggiunto quota 66 milioni di dollari. Infine, Google Wallet che lavora con il sistema contactless, ovvero basta passare il proprio cellulare (previamente collegato con una carta di credito mastercard) sopra un congegno presente al supermercato o nei negozi per far partire l'acquisto.

Entro in banca con una telefonata. Procede incessante l'incremento del mobile banking in Italia e all'estero. Entro la fine del 2013 ci si aspetta più di 1 miliardo di utenti dagli attuali 500 milioni. Solo negli Usa il tasso di crescita dal 2005 al 2011 è stato molto superiore al 100%, con il maggiore incremento dal 2007. Un'analisi Deloitte evidenzia come stia cambiando la preferenza dei consumatori, «molto più propensi ad abbracciare il canale mobile al posto della filiale (-50% sulla parte transazionale)», spiega Carlo Murolo, partner Deloitte Consulting.

Il trend è legato anche al fatto che il numero di utenti di mobile internet supererà il numero dei navigatori internet da Pc.

E l'Italia contribuisce a fare la sua parte. I conti abilitati all'uso del telefonino sono circa 6 milioni (19% del totale). E su 15 milioni di bancarizzati che accedono a internet, 900 mila sono gli utilizzatori di mobile banking.

Sicurezza, un falso problema. Il problema sicurezza è il maggior freno alla diffusione dei pagamenti via cellulare. Si ritiene che i codici e il proprio conto se utilizzati dal cellulare possano venire attaccati con maggior facilità e frequenza. Vigono le regole di attenzione mentre si usa il telefonino per compiere operazioni bancarie, ma per il resto bisogna ricordare che usare il cellulare o un tablet per le attività di home banking equivale a usare il computer, con gli stessi problemi di sicurezza.

I vantaggi sono di poter compiere le principali operazioni ovunque ci si trovi e anche a filiale chiusa e avere sotto controllo le spese sempre. Altri vantaggi ricadono sulle banche, che possono guadagnare efficienza. «Il costo di processazione per una transazione via mobile è 10 volte più basso di un ATM e 50 di una filiale», dichiara Murolo.

L'utilizzo del mobile banking oggi è comunque limitato a poche operazioni: transazioni di pagamento (es. bonifico, pagamenti, trading) – dispositivi, controllo del conto corrente – informativi, di notifica (alert), versamento degli assegni (in netto sviluppo).

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