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Murdoch, stop all’offerta su BSkyB

di Alessio Odini  

Uno scandalo inglese dalle conseguenze planetarie. La chiusura del tabloid News of the world lo scorso weekend e le prime verità sulle intercettazioni telefoniche illegali a fini giornalistici che coinvolgono News Corp. anche negli Stati Uniti, stanno facendo seriamente tremare l'impero di Rupert Murdoch, sia sul fronte più caldo, quello della tv, sia su quello dei giornali.

Mentre il gruppo ieri ha rinunciato ufficialmente all'acquisto di British Sky Broadcasting Group (BSkyB), la tv satellitare a pagamento guidata dal figlio di Rupert, James Murdoch, la stessa società ha iniziato a valutare una serie di opzioni strategiche e a pianificare il futuro del business di News International, la società editoriale controllata attiva in Gran Bretagna.

Secondo indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, di proprietà dello stesso Murdoch, nelle ultime settimane News Corp. avrebbe verificato infatti la presenza di potenziali acquirenti per la divisione britannica di News International. Al vaglio, dunque, ci sarebbe la vendita del tabloid Sun, del Times of London e del domenicale Sunday Times, ma di fronte allo scarso valore economico del business dei quotidiani, nessun acquirente sarebbe disposto a farsi avanti. Tuttavia, non è da escludere che News Corp. possa nuovamente considerare l'idea della vendita o dello scorporo di News International nei prossimi sei mesi. Come se non bastasse, anche la Bbc ha accusato Sunday Times e Sun di aver utilizzato una serie di intercettazioni illegali sulla vita privata della famiglia di Gordon Brown, quando l'ex premier laburista ricopriva il ruolo di ministro delle finanze, gettando altra benzina sul fuoco.

La notizia del giorno resta comunque il ritiro dell'offerta da 10 miliardi di euro con cui News Corp. intendeva acquistare BskyB. Pur sostenendo ancora che l'acquisizione avrebbe portato benefici a entrambi i gruppi, è stata riconosciuta la difficoltà a proseguire le trattative, di fronte all'opinione pubblica contraria e alla richiesta di chiarezza da parte del governo Cameron, nonché alla mozione dei laburisti in parlamento per bloccare l'acquisto. Non per questo, News Corp. lascerà il redditizio campo inglese della tv satellitare a pagamento. La società ha ribadito infatti l'intenzione di rimanere azionista lungo termine di BSkyB, di cui detiene il 39,1% del capitale. Resta da valutare, a questo punto, se lo scandalo interferirà o meno con il piano di investimenti annunciati all'inizio del mese dalla stessa BskyB per potenziare lo sviluppo delle produzioni originali inglesi. L'obiettivo, a oggi, è di passare dagli attuali 430 milioni di euro a 679 milioni di euro entro il 2014, con un incremento vicino al 58%.

Intanto, sul fronte politico, va registrata la totale levata di scudi di fronte a Murdoch: è di ieri la notizia secondo cui il primo ministro David Cameron ha affidato a Lord Brian Levenson l'inchiesta giudiziaria sulle intercettazioni e sui media. Murdoch potrebbe essere dunque obbligato a comparire, anche se decidesse di non presentarsi di fronte alla commissione Cultura, media e sport, che lo ha convocato per martedì prossimo. Cameron, il cui precedente portavoce era Andy Coulson, già direttore del tabloid News of the world, ha anche ribadito la sua posizione decisamente contraria riguardo all'offerta di acquisto di News Corp. per BSkyB.

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