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Multe stradali, sanzioni digitali

Le multe stradali viaggeranno via Pec in modalità ridotta almeno fino all’attivazione dell’elenco dei domicili digitali delle persone fisiche. Ma per imprese e professionisti via libera immediato alle sanzioni notificate in digitale e senza spese. E in caso di notifica tradizionale ad un soggetto munito di Pec la notifica resterà valida ma con possibilità di richiedere il rimborso delle spese postali. Lo ha precisato il ministero dell’interno con la circolare prot. n. 300/A1500/18/127/9 del 20 febbraio 2018.

Con il decreto interministeriale del 18 dicembre 2017, pubblicato sulla G.U. del 16/01/2018, è diventato obbligatorio notificare le multe stradali tramite posta elettronica certificata, ai soggetti che abbiano un domicilio digitale. In caso contrario i destinatari sono legittimati a chiedere il rimborso delle spese di notificazione tradizionale. Se non è stata effettuata la contestazione immediata o se il trasgressore o i responsabili in solido non hanno comunicato l’indirizzo di posta elettronica certificata, questo va ricercato dagli organi accertatori negli elenchi pubblici di cui all’art. 16-ter del decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012 e in ogni altro registro contenente i domicili digitali validi ai fini delle comunicazioni aventi valore legale.

Già da alcuni anni le caselle di posta elettronica certificata di società e professionisti sono contenute nella banca dati Ini-Pec, l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata istituito dal ministero dello sviluppo economico, mentre invece la banca dati Ipa contiene gli indirizzi di Pec degli enti pubblici.

Invece, i cittadini che possiedono un indirizzo di posta elettronica certificata possono scegliere di eleggere tale recapito come domicilio digitale, mediante l’inserimento nell’Indice nazionale delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, che l’Agenzia per l’Italia digitale realizzerà entro l’anno. Ogni indice nazionale dovrà confluire nell’Anagrafe della popolazione residente. Il messaggio di Pec inviato al destinatario del verbale dovrà contenere nell’oggetto la dizione di atto amministrativo relativo ad una sanzione prevista dal codice della strada, con tanto di numero di verbale e in allegato una relazione di notificazione su documento informatico sottoscritto con firma digitale e la copia su supporto informatico del documento analogico o del documento informatico del verbale di contestazione con attestazione di conformità all’originale. I termini per la notificazione sono quelli già previsti dal codice della strada. I verbali si considerano notificati nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione della Pec, a prescindere dalla successiva lettura del contenuto del messaggio.

Con la circolare in commento il Viminale evidenzia che in seguito al decreto ministeriale è diventato obbligatorio notificare tramite Pec i verbali di contestazione di violazioni stradali. E tale procedura va applicata sia per gli illeciti sul cronotachigrafo sia alle sanzioni amministrative accessorie che siano parte integrante del verbale di contestazione. Soltanto se non è possibile risalire a una valido indirizzo di Pec la notifica sarà effettuata nelle tradizionali forme, con oneri a carico del destinatario. Secondo il Viminale, se in presenza di un valido domicilio digitale l’organo accertatore procede a notificare la multa stradale tramite posta o messi, la consegna non è viziata, tuttavia il destinatario può richiedere la restituzione delle spese di notificazione addebitate con il verbale, provando di avere una casella di Pec inserita in uno degli elenchi ufficiali.

Stefano Manzelli ed Enrico Santi

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