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Multe, parte la caccia alla Pec

Le multe stradali ora arrivano via Pec. Ma in che modo? Se la contestazione della violazione stradale è stata immediata, il trasgressore deve comunque comunicare l’eventuale indirizzo di posta elettronica certificata. Se invece si tratta di contestazione differita, l’indirizzo va ricercato dagli organi accertatori negli elenchi Ini-Pec (l’Indice nazionale degli indirizzi di Pec, per società e professionisti, istituito dal Mise in attuazione del cosiddetto decreto crescita, il dl 179/2012) e in ogni altro registro contenente i domicili digitali validi ai fini delle comunicazioni aventi valore legale.

Ma la consultazione di tutti questi elenchi potrà essere addebitata al trasgressore tramite l’aumento delle spese di accertamento.

Se non risulta alcuna Pec (come accade ancora nella maggior parte dei casi), si seguiranno le regole attuali.

Questo lo scenario dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018 del decreto del Ministero dell’interno del 18 dicembre 2017 recante «Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata». D’ora in poi, infatti, gli organi accertatori possono (anzi, devono) notificare le multe stradali tramite la posta elettronica certificata all’indirizzo dichiarato dal conducente o dal responsabile in solido o al domicilio digitale di cui all’art. 3-bis del codice dell’amministrazione digitale.

Premessa. In materia di notificazione dei verbali di contestazione di violazioni del codice della strada l’art. 20, c. 5-quater, del decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013, convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013, aveva previsto l’adozione di un decreto del ministro dell’interno, di concerto con i ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, per disciplinare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le procedure per la notificazione delle multe stradali tramite posta elettronica certificata, escludendo l’addebito delle spese di notificazione.

Il decreto ministeriale. Con l’adozione e la pubblicazione del decreto del ministero dell’interno del 18 dicembre 2017, sono state finalmente disciplinate le modalità di notificazione delle multe stradali via Pec. Il decreto dispone che se non è stata effettuata la contestazione immediata o se il trasgressore o i responsabili in solido non hanno comunicato l’indirizzo di posta elettronica certificata, questo va ricercato dagli organi accertatori negli elenchi di cui all’art. 16-ter del decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012 e in ogni altro registro contenente i domicili digitali validi ai fini delle comunicazioni aventi valore legale. Il messaggio di Pec inviato al destinatario del verbale deve contenere nell’oggetto la dizione di «atto amministrativo relativo a una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada» e in allegato:

a) una relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale, in cui devono essere riportate almeno le seguenti informazioni: la denominazione esatta e l’indirizzo dell’amministrazione e della sua articolazione periferica che ha provveduto alla spedizione dell’atto, l’indicazione del responsabile del procedimento di notificazione e, se diverso, di chi ha curato la redazione dell’atto notificato, l’indirizzo e il telefono dell’ufficio presso il quale è possibile esercitare il diritto di accesso, l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui gli atti o provvedimenti vengono notificati e l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto ovvero le modalità con le quali è stato comunicato dal destinatario;

b) copia per immagine su supporto informatico di documento analogico del verbale se l’originale è formato su supporto analogico, con attestazione di conformità all’originale a norma dell’art. 22, comma 2, del codice dell’amministrazione digitale, sottoscritta con firma digitale, ovvero un duplicato o copia informatica di documento informatico del verbale di contestazione con attestazione di conformità all’originale a norma dell’art. 23-bis del Cad, sottoscritta con firma digitale;

c) ogni altra comunicazione o informazione utile al destinatario per esercitare il proprio diritto alla difesa e ogni altro diritto o interesse tutelato.

I termini per la notificazione sono quelli già previsti dal codice della strada. I verbali si considerano spediti, per gli organi di polizia stradale, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione della Pec.

Le criticità. Non essendo stata fissata una data di entrata in vigore, questa pare coincidere con la data di pubblicazione avvenuta il 16 gennaio 2018. Ai Comandi cui appartengono gli organi accertatori spetta pertanto il compito di riorganizzare in tempi brevi la fase della notificazione delle multe stradali, considerando che la Pec abbatte tempi e costi con importanti risvolti dal punto di vista della gestione contabile. Le società, i professionisti o altra persona potrebbero invocare, legittimamente, l’esclusione del pagamento delle spese di notificazione postale, con le conseguenti procedure contabili di appesantimento della gestione burocratica.

La criticità più importante concerne l’impossibilità tecnica, al momento, di eseguire interrogazioni massive delle caselle di Pec dagli elenchi, come la banca dati Ini-Pec. I costi della consultazione, sia massiva che singola, potranno comunque essere addebitati al trasgressore e all’obbligato in solido fissando un aumento delle spese di accertamento mediante motivato provvedimento.

Dall’applicazione del decreto ministeriale del 18 dicembre 2017 restano escluse le notificazioni di multe stradali all’estero e le procedure relative alla contestazione di verbali per violazioni amministrative in materie diverse da quelle normate dal codice della strada.

Enrico Santi

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